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Il comandante della polizia vallesana Christian Varone, arrestato in Turchia per tentato furto di beni culturali, ha detto oggi in una conferenza stampa a Savièse (VS) che per la sua liberazione non ha dovuto versare nessuna cauzione.

Varone ha inoltre spiegato che è stato lui stesso, e non il figlio, a raccogliere il sasso, poi scoperto nei suoi bagagli dalle autorità doganali turche, che ha dato il via a tutta la vicenda. "Era sporco, di circa 20 centimetri e non portava iscrizioni". Il comandante ha precisato che non era consapevole del fatto che quell'oggetto potesse essere di valore e nemmeno che raccoglierlo potesse costituire reato: "sinceramente non sapevo che stavo commettendo un errore".

La pietra, ha ancora detto, è stata prelevata lungo la strada principale della città di Side, ma ben al di fuori dai siti archelogici che aveva visitato assieme alla famiglia. Sono stato attratto dalla forma del sasso e l'ho raccolto, ma non ho fatto nulla per nasconderlo: "so come si svolgono i controlli all'aeroporto e se avessi voluto trafugare un oggetto di valore avrei agito diversamente".

Varone, in vacanza in Turchia con i famigliari, ha trascorso cinque giorni in cella ed è tornato in Svizzera mercoledì. Ora è in attesa di documenti in cui si attesti che tutti i capi di imputazione nei suoi confronti sono stati abbandonati.

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SDA-ATS