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COMCO apre inchiesta su UBS, Credit Suisse e banche estere

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 febbraio 2012 - 11:40
(Keystone-ATS)

La Commissione della concorrenza (COMCO) ha aperto un'inchiesta nei confronti di UBS e Credit Suisse, nonché altre dieci banche estere, su possibili accordi di cartello. Gli istituti sono sospettati di aver collaborato per influenzare i tassi di interesse Libor e Tibor allo scopo di guadagnare di più con la compravendita di derivati.

Oltre alle due grandi banche svizzere, gli altri gruppi nel mirino sono Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ, Citigroup, Deutsche Bank, HSBC, JP Morgan Chase & Co, Mizuho Financial, Rabobank, Royal Bank of Scotland, Société Générale e Sumitomo Mitsui Banking Corporation, come pure altri intermediari finanziari, ha indicato oggi in una nota la COMCO.

L'indagine è partita da un'autodenuncia: molti trader di derivati attivi in diverse banche - affermava la fonte - avrebbero influenzato, attraverso accordi, i tassi di riferimento Libor (London Interbank Offered Rate) e Tibor (Tokyo Interbank Offered Rate) per determinate valute. Questi tassi sono stabiliti dalle associazioni bancarie e dovrebbero rappresentare il livello di interesse sul mercato interbancario, si legge ancora nel comunicato. Attraverso l'intesa i negoziatori hanno verosimilmente falsato a loro vantaggio i tassi di riferimento.

Contattato dall'Afp un portavoce di UBS ha fatto sapere che la banca prende molto seriamente l'inchiesta e coopererà in pieno con le autorità. Un caso simile è già emerso in Giappone: lo scorso dicembre la locale Agenzia dei servizi finanziari aveva ordinato la sospensione temporanea delle attività delle filiali nipponiche di UBS e Citigroup attive nella negoziazione di prodotti derivati. Le due banche sono accusate di aver tentato di manipolare i tassi interbancari.

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