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Ticketcorner non può acquisire Starticket: è quanto deciso dalla Commissione della concorrenza (COMCO) (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

La Commissione della concorrenza (Comco) vieta la prevista fusione fra Ticketcorner e Starticket: la nuova entità avrebbe ulteriormente rafforzato quella che già oggi appare come una posizione dominante, afferma l'autorità.

L'operazione era stata annunciata lo scorso 31 ottobre e prevedeva che Starticket - appartenente al gruppo editoriale Tamedia - divenisse una filiale al 100% di Ticketcorner, una società controllata in parti uguali da Ringier e dall'impresa tedesca CTS Eventime, numero uno europeo nel settore della biglietteria online.

Ora la Comco si mette di traverso, con una decisione che può peraltro ancora essere impugnata presso il Tribunale amministrativo federale (TAF). Ticketcorner e Starticket - ricordano i commissari in un comunicato odierno - offrono da una parte agli organizzatori di concerti e altri spettacoli servizi di vendita (fisica e online) dei biglietti d'entrata, così come la mediatizzazione dell'evento, per esempio con pubblicità sui media e presenza nelle reti sociali. Dall'altro le due imprese mettono a disposizione degli organizzatori soluzioni informatiche che permettono a quest'ultimi di distribuire loro stessi i biglietti (auto-distribuzione).

Su quest'ultimo punto la Comco non ha ravvisato problemi. Per contro, sul mercato della distribuzione di biglietti esistono forti indizi che Ticketcorner detenga già oggi una posizione dominante. L'operazione prevista permetterebbe alle due società di controllare il mercato elvetico, sopprimendo la concorrenza. I legami con i due gruppi editoriali Ringier e Tamedia rafforzerebbo la posizione della nuova entità.

La Comco sottolinea anche di aver verificato nella sua analisi la posizione delle imprese attualmente attive sul mercato, tenendo conto della potenziale entrata di nuovi attori ed esaminando anche il ruolo svolto da gruppi quali Spotify, Facebook o Google.

L'autorità ha pensato anche ad eventuali oneri o condizioni da imporre per dare il via libera all'operazione: ma non sono stati trovati strumenti efficaci, ragione per cui la fusione è stata vietata.

Attualmente la quota di mercato delle due aziende è molto elevata, ha spietato all'ats il presidente della Comco Vincent Martenet, che non ha potuto però avanzare cifre per non violare il segreto commerciale. Stando all'International Ticketing Yearbook Ticketcorner controlla il 60% delle vendite, Starticket il 35%.

Secondo Martenet nemmeno i giganti tecnologici stranieri avrebbero potuto tenere testa alla nuova impresa. Società come Amazon o Facebook non sono nemmeno attive in questo campo, nemmeno negli Usa. Inoltre Ticketcorner e Starticket hanno legami molto stretti con gli organizzatori di eventi: impossibile per nuovi competitori tenere il passo.

Assai diverso invece è l'argomentazione delle imprese interessate, che puntavano a rafforzare la loro posizione nei confronti della concorrenza estera, sullo sfondo dell'accresciuta digitalizzazione. Tamedia non ha mancato di esprimere il suo disappunto: a suo dire la Comco non si rende conto dello sviluppo dinamico del mercato dei biglietti e della debolezza di operatori elvetici a livello internazionale. Il gruppo intende ora ampliare ulteriormente l'attività di Starticket. Anche Ticketcorner annuncia che proseguirà con il massimo impegno l'attività. Le parti non hanno comunque ancora completamente abbandonato il loro progetto di fusione: la decisione della Comco sarà ora valutata in dettaglio, per poi decidere se ricorrere al TAF.

L'ultima volta che la Comco ha imposto il suo veto a un'unione fra imprese è stato nel 2010, quando proibì il matrimonio fra Sunrise e l'allora Orange (oggi Salt).

SDA-ATS

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