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Cornelia Lüthy.

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

L'applicazione dell'iniziativa dell'UDC volta a limitare l'immigrazione è stata oggi al centro delle discussioni a Bruxelles tra la vicedirettrice della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Cornelia Lüthy, e il Comitato misto Svizzera-Ue.

Lüthy ha giudicato "positivo" l'incontro. Rivolta ai media, la vicedirettrice del SEM ha detto di aver illustrato anche le due ordinanze di applicazione inerenti la legge di applicazione, ordinanze che hanno suscitato varie domande, soprattutto di carattere tecnico.

Lüthy ha ricordato ai membri del comitato misto che il Parlamento ha deciso di formulare una legge di applicazione che non violi il principio della libera circolazione delle persone. A detta della Lüthy, le ordinanze "non nascondono sorprese".

Per l'Ue, in ogni caso, è importante che i propri cittadini non vengano discriminati, nemmeno indirettamente, ha precisato Lüthy. Bruxelles intende insomma vegliare con attenzione all'applicazione della legge.

L'incontro odierno è stato anche l'occasione per affrontare la Legge sulle Imprese Artigianali (LIA) adottata dal Canton Ticino e sulla quale sono state poste varie domande. Lüthy ha affermato davanti ai media di aver informato sul contenuto di questa legge e anche sul fatto che essa è oggetto di vari ricorsi. La Svizzera dovrà in ogni caso rispondere a una domanda sull'argomento per iscritto.

Martin Reichlin, capo della comunicazione presso il SEM, ha detto all'ats che la delegazione elvetica ha informato sugli ultimi sviluppi riguardanti l'obbligo del casellario giudiziale per cittadini stranieri che intendono lavorare in Ticino, e della decisione del Consiglio di Stato del cantone a Sud delle Alpi di ritirare questa misura.

Ad ogni modo, la delegazione elvetica ha ricordato il "sì" delle competenti commissioni del Parlamento a iniziative cantonali ticinesi in tal senso. La delegazione ha precisato che si è solo all'inizio di un processo e che nulla di definitivo è stato ancora deciso.

Le iniziative del Ticino che propongono di introdurre la richiesta sistematica di estratti del casellario giudiziario dei cittadini Ue che vogliono trasferirsi in Svizzera, potrebbero essere applicate aderendo al programma europeo ECRIS (European Criminal Records Information System). È quanto auspica la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio Nazionale.

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SDA-ATS