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Il rispetto del plurilinguismo deve valere per tutte le gare d'appalto promosse dalla Confederazione e anche per le aziende parastatali, come le Ferrovie federali e la Posta.

È quanto chiedono due mozioni presentate da, rispettivamente, Ignazio Cassis (PLR/TI) e Fabio Regazzi (PPD/TI), approvate all'unanimità dalla Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati.

Nella sua risposta ai due atti parlamentari, il Consiglio federale si era detto disposto ad accogliere le richieste dei consiglieri nazionali ticinesi.

La mozione Cassis, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, "vuole che le regole sull'uso delle lingue ufficiali siano valide per tutte le commesse edili della Confederazione e non solo per le commesse che superano il valore soglia di 8,7 milioni di franchi".

Proprio le commesse di valore inferiore, spiega Cassis nella motivazione del suo atto parlamentare, sono quelle che fanno più gola agli artigiani "delle varie regioni linguistiche del nostro Paese". Le barriere linguistiche rappresentano per costoro un ostacolo non indifferente.

Con la sua mozione, Fabio Regazzi vorrebbe invece estendere alle aziende parastatali le stesse regole sul plurilinguismo valide per le commesse pubbliche della Confederazione. Per il consigliere nazionale locarnese, imprese come la Posta e le ferrovie "svolgono una funzione identitaria nel nostro Paese, e devono la loro solidità non da ultimo all'importanza economica che rivestono anche per le regioni periferiche". A suo parere, quindi, "la limitazione delle barriere linguistiche che ostacolano l'accesso alle commesse appaltate da queste imprese contribuisce a garantire a lungo termine la solidarietà nei loro confronti in tutto il Paese."

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SDA-ATS