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Un cantiere

KEYSTONE/APA/APA/HARALD SCHNEIDER

(sda-ats)

Ticino e Grigioni sono i Cantoni meno trasparenti quanto alla pubblicazione delle attribuzioni delle commesse pubbliche, ma anche altrove le lacune sono enormi. Lo indica un'analisi dell'università di Berna pubblicata oggi da SonntagsZeitung e Le Matin Dimanche.

Per il solo 2017 e per l'insieme della Svizzera, 13 miliardi di franchi di appalti concessi sono stati pubblicati a fronte di bandi di concorso per 41 miliardi.

"Il pubblico ha il diritto di sapere dove finisce il denaro delle imposte", dichiara, citato dai domenicali, Matthias Stürmer, direttore dell'unità di ricerca Sostenibilità digitale all'ateneo della città federale.

L'oggetto di studio dell'esperto è stata la piattaforma di comunicazione degli appalti pubblici Simap.ch, lanciata dieci anni fa da Confederazione, Cantoni e Comuni. In teoria vi dovrebbero figurare tutti i bandi di concorso, da un nuovo ospedale alle prestazioni di esperti passando da servizi informatici, e le aziende a cui sono stati attribuiti i mandati.

Stando ai giornali, Stürmer ha analizzato tutti i dati di Simap dal 2008 al 2017 e verificato se per ogni offerta fosse segnalata anche la corrispondente concessione. Risultato: la metà dei Cantoni pubblica meno di un quarto delle attribuzioni, ma la loro condotta è molto variabile.

Si va dal fanalino di coda, il Ticino, con un 1%, al 93% di Basilea Città (primo della graduatoria), passando tra gli altri per il 3% dei Grigioni (secondo peggior dato), il 19% di Berna, il 39% di Zugo, il 44% di Ginevra, il 64% di Vaud e il 79% di Zurigo.

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SDA-ATS