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Commissione CSt: controllo più severo per iniziative popolari

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 gennaio 2012 - 16:08
(Keystone-ATS)

In futuro, le iniziative popolari che non rispettano i diritti fondamentali potrebbero essere invalidate. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha sostenuto una mozione del Nazionale in questo senso, grazie al solo voto preponderante del suo presidente.

La metà della commissione afferma che occorrono nuove regole, dato che il numero d'iniziative popolari che intaccano i diritti fondamentali è in continuo aumento. Essa deplora che simili progetti siano sottoposti al popolo, sebbene non possano poi essere applicati nella loro interezza.

L'altra metà giudica invece che le misure proposte costituiscano una restrizione dei diritti popolari. Dubita inoltre della loro efficacia, ritenendo che non avrebbero permesso di invalidare le iniziative depositate negli ultimi anni, che affrontavano temi scottanti rispetto ai diritti fondamentali.

Due soluzioni

Divieto dei minareti, rinvio di criminali stranieri, pena di morte: la compatibilità delle iniziative con i diritti fondamentali è puntualmente rimessa in questione. A fine marzo, il Consiglio federale ha proposto due soluzioni: la prima prevede un esame della validità delle iniziative prima di procedere alla raccolta delle firme; la seconda mira ad estendere la lista delle condizioni sulla base delle quali il parlamento può dichiarare un'iniziativa nulla.

Attualmente, la Cancelleria federale si limita a un controllo formale, verificando segnatamente che il titolo di un'iniziativa non sia ingannevole. Inoltre, le iniziative devono rispettare unicamente le regole imperative del diritto internazionale (divieto del genocidio, della tortura o della schiavitù).

L'iniziativa contro i minareti, accolta dal popolo il 29 novembre 2009, con le nuove regole proposte dal Consiglio nazionale non avrebbe potuto essere invalidata. Infatti, essa non rimette fondamentalmente in causa la libertà religiosa. Per dichiarare nullo un testo del genere, si dovrebbe aggiungere un altro criterio: quello del rispetto del principio della non discriminazione.

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