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Commissione giudiziaria: Lauber sarà ancora un tema

Il Consigliere agli Stati appenzellese, Andrea Caroni (PLR). KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 luglio 2020 - 15:43
(Keystone-ATS)

Benché il Procuratore generale della Confederazione, Michael Lauber, abbia deciso di formalizzare le sue dimissioni per la fine di agosto, il lavoro della Commissione giudiziaria del parlamento continua.

Il 19 di agosto si riunirà infatti per discutere delle conseguenze di questo gesto, peraltro atteso, e dei possibili successori, ha dichiarato a Keystone-ATS il presidente della commissione, il "senatore" Andrea Caroni (PLR/AR).

Lauber ha "offerto" le sue dimissioni venerdì alla Commissione giudiziaria, per poi decidere di inoltrarle formalmente ieri sera, come ha dichiarato oggi un portavoce del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) a Keystone-ATS

Stando a Caroni, sono tre in particolare gli aspetti su cui intende concentrarsi la commissione da lui presieduta: significato e conseguenze delle dimissioni, il seguito della procedura di destituzione in corso avviata contro Lauber e successione dell'attuale procuratore.

Stando all'ordinanza dell'Assemblea federale circa il rapporto di lavoro e la remunerazione del Procuratore generale, il termine di disdetta è di sei mesi. La Commissione giudiziaria può anche approvare un termine più ravvicinato se non vi sono interessi preponderanti contrari.

Stando a Caroni, la commissione dovrà anche decidere se archiviare o meno l'attuale procedimento di destituzione oppure se presentare al parlamento una proposta formale di destituzione nonostante le dimissioni di Lauber.

La decisione non avrà conseguenze finanziarie per la Confederazione: poiché se ne è andato di propria volontà, Lauber non ha diritto ad alcuna prestazione.

Il futuro procuratore dovrà essere eletto dall'Assemblea federale. Un'eventuale elezione potrebbe tenersi al più presto durante la sessione invernale delle Camere, ossia in dicembre.

Verso profonda riforma?

La vicenda Lauber ha riportato alla ribalta il problema di un'eventuale riforma del sistema di selezione del procuratore generale, compreso riesame del ruolo e dei poteri conferiti a questa figura. Diversi parlamentari credono che l'istituzione vada riformata in profondità, aveva scritto domenica scorsa la NZZ am Sonntag.

L'annuncio di venerdì scorso da parte di Lauber dell'offerta delle sue dimissioni per le polemiche inerenti la sua gestione dello scandalo di corruzione in seno alla FIFA è stato ampiamente commentato dai media e dagli stessi politici.

Molti di costoro hanno accolto con favore e sollievo il gesto di Lauber e si sono chiesti se non sia giunto il momento di riesaminare il ruolo e il mandato del prossimo Procuratore generale.

Le Commissioni della gestione del Parlamento stanno già lavorando al tema, aveva scritto il domenicale zurighese, secondo cui sono già stati affidati vari incarichi volti alla stesura di perizie. In giugno, le commissioni erano già giunte alla conclusione che ci volessero dei cambiamenti.

Sentito da Keystone-ATS, il presidente del Consiglio degli Stati, il socialista bernese Hans Stöckli, aveva affermato che l'istituzione "ha dimostrato di non essere in grado di resistere alle crisi, per cui si sta valutando l'idea di una riforma di vasta portata".

Gli esperti sono stati incaricati di studiare varie soluzioni. Le opinioni divergono sull'opportunità di rafforzare o di abolire l'istituzione affidando le sue competenze ai Cantoni, aveva dichiarato Stöckli. I vari approcci si concentrano quindi sul grado di indipendenza e sulle modalità di sorveglianza del Procuratore generale.

Ritorno al passato?

La variante più radicale auspica un ritorno al vecchio sistema, ossia quello in vigore prima del 2011. Il pubblico ministero, reintegrato nell'amministrazione, sarebbe soggetto all'autorità del Consigliere federale incaricato di guidare il Dipartimento di giustizia e polizia, in questo caso la ministra Karin Keller-Sutter. L'opzione meno invasiva prevede solo miglioramenti puntuali all'attuale sistema.

Gli esperti, che sono liberi di sottoporre anche proprie idee, dovranno presentare il frutto delle loro riflessioni all'inizio del 2021. Su questa base, le Commissioni della gestione formuleranno una raccomandazione al parlamento.

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