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La Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S) ha cambiato idea ed è ora contro la naturalizzazione agevolata per i giovani stranieri della terza generazione, ossia quelli nati e cresciuti in Svizzera, a causa del carico amministrativo troppo elevato.

In aprile, la CIP-S aveva approvato il principio di naturalizzazione agevolata per gli stranieri della terza generazione, ma senza alcun automatismo. Diversamente dal Consiglio nazionale, la commissione aveva respinto la nozione di "nascita in Svizzera" quale nuova condizione per la naturalizzazione, ma voleva comunque indurre facilitazioni.

Le discussioni erano in seguito state aggiornate. Riunitasi oggi per studiare come definire più precisamente a livello di legge gli "stranieri di terza generazione" che possono chiedere la naturalizzazione agevolata, la CIP-S si è resa conto che la riforma provocherebbe un eccessivo carico amministrativo. Con 7 voti contro 5 ha quindi deciso di raccomandare al plenum la non entrata in materia.

La proposta di far beneficiare i giovani stranieri di terza generazione di una procedura agevolata di naturalizzazione era sta formulata dalla consigliera nazionale Ada Marra (PS/VD) tramite una iniziativa parlamentare. La proposta di modifica della Legge sulla cittadinanza successivamente elaborata dalla Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale (CIP-N) (quella bocciata oggi dalla CIP-S) permetterebbe di creare le basi legali per il disciplinamento uniforme delle agevolazioni previste per la naturalizzazione, che oggi divergono a seconda dei cantoni.

Gli stranieri di terza generazione non diventerebbero comunque automaticamente svizzeri. Per poter beneficiare della naturalizzazione agevolata i giovani candidati al passaporto rossocrociato dovranno essere integrati e titolari di un permesso di dimora o di domicilio. Inoltre, anche i loro genitori e i loro nonni dovranno avere legami stretti con il nostro Paese. Concretamente, almeno un nonno deve aver beneficiato di un permesso di soggiorno e un genitore deve essere nato in Svizzera o esservi immigrato prima del 12esimo anno di età.

Se la riforma dovesse superare lo scoglio dell'esame parlamentare, l'ultima parola spetterebbe al popolo, visto che è necessaria una modifica costituzionale.

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SDA-ATS