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I compiti e l'utilità delle commissioni extraparlamentari vanno verificati ogni quattro anni, ma il loro numero non va ridotto in modo lineare. È l'opinione del Consiglio federale che ha risposto a un'interpellanza sul tema.

Il consigliere nazionale Hans-Ulrich Bigler (PLR/ZH) chiedeva al governo di ridurre il numero delle commissioni extraparlamentari di un terzo e di inserire un'età limite per i membri che corrisponda all'età pensionabile di riferimento.

Il governo, nella sua risposta pubblicata oggi, afferma che le commissioni extraparlamentari prestano costantemente consulenza al Consiglio federale e all'Amministrazione federale nell'adempimento dei loro compiti. Vengono istituite qualora siano richieste conoscenze specialistiche particolari o il coinvolgimento precoce di Cantoni o altre cerchie interessate.

Grazie a questi organi di milizia - prosegue il Consiglio federale - l'Amministrazione beneficia di conoscenze specialistiche che riuscirebbe a ottenere soltanto impiegando personale supplementare o mediante mandati esterni.

Recentemente il numero delle commissioni è stato già diminuito. Il governo ritiene che una verifica regolare della ragione d'essere di tali organi sia più appropriata che non una loro riduzione lineare in base a una data percentuale. Si rischierebbe infatti di dover abolire commissioni che adempiono funzioni importanti.

Riguardo all'età dei membri, il Consiglio federale spiega che delle 1606 persone interessate, 35 superano i 70 anni (circa il 2,2%) e 304 i 60 anni (18,9%). Considerando che questa fascia d'età costituisce il 18% della popolazione complessiva, si può affermare che la rappresentanza degli ultrasessantenni in seno alle commissioni extraparlamentari rispecchia quella nella popolazione. Per questa ragione l'esecutivo non ritiene necessario fissare un limite d'età.

SDA-ATS

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