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Con la crisi si spende meno in smartphone

Non è l'anno in cui spendere per il cellulare. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2020 - 16:00
(Keystone-ATS)

La crisi economica innescata dalla pandemia contrae la spesa mondiale in smartphone, per la quale nel 2020 si prevede un calo dell'8%, a 422 miliardi di dollari a fronte dei 459 miliardi del 2019.

Lo prevedono gli analisti di International Data Corporation (Idc), multinazionale americana attiva nel settore delle ricerche di mercato e della consulenza, secondo cui gli utenti opteranno per modelli più economici.

Nel 2020 circa tre smartphone su quattro (73%) consegnati nel mondo avranno un prezzo inferiore ai 400 dollari, stimano i ricercatori. Il dato è abbastanza in linea con quello del 2019, mentre rispetto all'anno scorso aumenteranno le spedizioni nella fascia dai 400 ai 600 euro, a scapito dei dispositivi più costosi.

Nel secondo trimestre le consegne di smartphone tra i 100 e i 400 dollari hanno rappresentato il 60% del totale. Quelle di dispositivi tra i 400 e i 600 dollari hanno raggiunto il 12%, quasi quattro punti percentuali in più rispetto all'anno precedente. A trainare questo segmento di mercato sono i modelli di Samsung, Huawei e altre aziende cinesi come Xiaomi, Oppo e Vivo. In questa fascia di mercato si è da poco inserita anche Apple con l'iPhone SE, "convalidando ulteriormente la tendenza verso dispositivi più economici", rilevano gli esperti.

"L'aumento del tasso di disoccupazione e l'incertezza lavorativa hanno influenzato i modelli di acquisto dei consumatori verso prodotti economici e convenienti", afferma l'analista Sangeetika Srivastava. "Di conseguenza, il portafoglio complessivo di smartphone si sta spostando verso dispositivi di fascia medio-bassa".

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