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Uno degli effetti dell'accordo di libera circolazione delle persone con l'UE è stato l'aumento degli infortuni all'estero di persone che lavorano in Svizzera. Dai circa 40'000 casi di prima del 2002 si è passati adesso a 60'000 all'anno, un aumento del 50%.

In base ad una statistica pubblicata oggi dalla SUVA, la maggior parte degli infortuni all'estero si sono verificati in Francia, Germania, Italia e Austria.

Circa la metà di questi incidenti riguardano frontalieri che pur abitando nei paesi limitrofi sono assicurati in Svizzera, scrive in una nota l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni.

La stragrande maggioranza degli infortuni registrati all'estero sono avvenuti durante il tempo libero. Se si escludono le nazioni limitrofe, la Spagna, la Thailandia, il Portogallo, la Turchia, gli USA e la Grecia sono i paesi con il maggior numero di infortuni di persone assicurate in Svizzera. Nel 76% di questi casi le persone infortunate erano cittadini svizzeri.

La SUVA e le altre assicurazioni contro gli infortuni hanno registrato l'anno scorso 796'696 incidenti verificatisi sul lavoro o nel tempo libero. Nonostante l'aumento degli assicurati, ossia delle persone che lavorano in Svizzera, il numero complessivo di infortuni è sceso di 0,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Il calo ha riguardato sia gli infortuni sul lavoro che quelli durante il tempo libero, sottolinea la SUVA nella nota.

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SDA-ATS