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La 'Terza conferenza mondiale dell'Onu sulla riduzione dei disastri naturali' di Sendai, in Giappone, ha individuato sette obiettivi per i prossimi 15 anni per limitare i danni derivanti da calamità naturali e rafforzare la cooperazione internazionale contro le minacce dei cambiamenti climatici. Da oltre 180 Paesi giunge l'impegno a ridurre vittime e danni economici.

Dopo la maratona negoziale di cinque giorni, lo schema d'azione per i prossimi 15 anni è strutturato su sette obiettivi globali entro il 2030: si parte dalla riduzione sostanziale della mortalità da disastro e del numero di persone colpite in tutto il mondo, per passare al contenimento dei danni diretti all'economia in termini di Pil perduto e all'aumento rilevante dell'accesso ai sistemi d'allarme rapido multi-rischi.

Altri punti sono: la riduzione sostanziale dei danni causati alle infrastrutture critiche; l'aumento considerevole del numero di Paesi dotati di strategie nazionali e locali di limitazione del rischio da catastrofi entro il 2020; il miglioramento della cooperazione internazionale verso i Paesi in via di sviluppo attraverso un sostegno adeguato; infine, soluzioni al "climate change" come uno dei fattori dei rischi catastrofali.

Nel corso dei cinque giorni dei lavori, le economie meno sviluppate avevano cercato un maggiore impegno della comunità internazionale sul tema degli aiuti finanziari, ma i Paesi aveva mostrato riluttanza a formulare "percentuali o cifre specifiche" sull'aumento dei sostegni, in base a quanto riferisce l'agenzia di stampa italiana Ansa.

Gruppi della società civile e organizzazioni non governative hanno però premuto sugli investimenti a favore di una crescita sostenibile, indicando innanzitutto la questione dei cambiamenti climatici, alla base di fenomeni naturali sempre più imprevedibili e violenti.

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SDA-ATS