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Conflitto con gli USA: Odier (ASB) crede in una soluzione negoziale

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2011 - 12:41
(Keystone-ATS)

Patrick Odier, presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), crede in una soluzione negoziale nel nuovo capitolo dell'aspro conflitto fiscale con gli Stati Uniti. Il contenzioso sui patrimoni sottratti nel passato al fisco mette in causa la certezza del diritto, ha affermato Odier oggi a Zurigo.

Il presidente dell'ASB si è espresso solo in modo indiretto sulle notizie della stampa domenicale, secondo cui a una grande banca svizzera è stato posto un ultimatum in relazione alla consegna di indicazioni sui fondi della clientela americana non dichiarati al fisco. "Tra paesi amici i problemi possono essere risolti", ha detto Odier rivolgendosi ai media.

Un ultimatum è inusuale, ma il contenzioso fiscale tra le banche elvetiche e gli USA non è ancora concluso, ha rilevato. "È una situazione delicata che ora dobbiamo risolvere", ha osservato, dicendosi convinto che gli Stati Uniti capiranno la situazione della Svizzera.

La soluzione non può arrivare dalle sole banche, ha proseguito il presidente, aggiungendo di sperare che gli istituti non abbiano bisogno dell'aiuto della politica come è capitato due anni fa nel caso dell'UBS.

Occorre impedire un nuovo accordo statale come quello raggiunto nella vicenda UBS. Gli Stati Uniti dovrebbero invece prendere ad esempio le intese siglate di recente con la Germania e la Gran Bretagna sull'imposta liberatoria, che provvede a un prelievo fiscale pur rispettando l'anonimato dei clienti. "La protezione della sfera privata rimane un pilastro importante", ha sottolineato Odier.

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