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Regna l'ottimismo fra gli analisti di Credit Suisse per il futuro della congiuntura svizzera.

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Gli analisti finanziari rimangono ottimisti sul futuro della congiuntura svizzera.

L'indice delle aspettative economiche sull'arco del semestre calcolato da Credit Suisse e da CFA Society Switzerland, si è fissato in maggio a 30,8 punti, in notevole progressione rispetto ai 22,2 punti aprile, quando ancora vi era incertezza per le elezioni in Francia. Si tratta della valutazione più ottimistica dal 2014.

La situazione economica in Svizzera è giudicata buona dal punto di vista della crescita dal 35% degli analisti consultati, contro il 30% del precedente rilevamento di aprile, si legge in un comunicato odierno dei due istituti. Il livello è il più elevato dallo choc del gennaio 2015, quando è stata abbandonata la soglia minima di cambio con l'euro. Il 65% rimanente giudica la situazione attuale "normale".

Per quanto riguarda l'eurozona, l'ottimismo sale a una soglia mai più raggiunta dalla crisi finanziaria del 2008. Il 54% degli analisti consultati valutano la congiuntura buona, contro il 35% di aprile, e il 39% (+8 punti) si attende un ulteriore miglioramento. La prudenza regna invece nei confronti degli Stati Uniti, con il 62% degli intervistati che prevedono una stagnazione.

Sul fronte dell'inflazione, il 52% punta su un aumento in Svizzera nei prossimi sei mesi (31% in aprile): per USA e eurozona le percentuali sono rispettivamente del 68% (46% precedentemente) e del 56% (35%).

Malgrado l'indebolimento del franco rispetto all'euro dopo le presidenziali francesi, il 31% degli analisti ritiene che la valuta elvetica si rafforzerà nuovamente, mentre il 27% è dell'opinione contraria.

Il 65% pronostica inoltre un aumento delle azioni svizzere e il 74% una progressione dei titoli europei. Per la borsa americana la proporzione scende al 35%.

SDA-ATS

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