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Nella città di Kikamba, situata nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, le équipe di Medici senza frontiere (Msf) hanno fornito assistenza sanitaria a 127 donne che erano state violentate.

Gli stupri sono stati denunciati dopo l'attacco avvenuto il primo maggio scorso da parte di decine di miliziani armati. Lo rende noto Msf, che ha offerto assistenza medica alle vittime, di età compresa tra 14 e 70 anni.

Durante l'attacco, riferisce l'organizzazione, si sono verificati anche saccheggi e scontri armati e almeno due persone sono rimaste ferite da colpi di pistola. Le vittime sono state portate e assistite nei due ospedali della zona dove opera Msf.

La sera del primo maggio, secondo quanto riferito dagli abitanti di Kikamba alle équipe di Msf, circa 60 uomini armati hanno attaccato il villaggio. Gli aggressori hanno saccheggiato le case, aggredito gli uomini e violentato un gran numero di donne nelle prime ore del mattino. Hanno anche tenuto prigionieri 30 bambini, utilizzandoli per trasportare merci rubate durante la fuga per poi liberarli.

"Aggressioni sessuali su larga scala legate ad azioni dei gruppi armati non sono, purtroppo, un'eccezione nella Repubblica democratica del Congo - spiega Francisco Otero, capo missione di Msf in Sud Kivu -. In questo caso, molte vittime si sono fatte avanti rapidamente in cerca di assistenza medica. Questa non è la norma: di solito le vittime non denunciano questo tipo di aggressione per paura di ritorsioni da parte dei gruppi armati o del rifiuto della propria comunità".

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SDA-ATS