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Congresso PPD: partito rivendica Dipartimento di Leuenberger

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 agosto 2010 - 14:00
(Keystone-ATS)

ZUGO - Il PPD rivendica il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni. "Desidererei vedere Doris Leuthard alla testa di questo dipartimento", attualmente diretto da Moritz Leuenberger, ha dichiarato oggi a Cham (ZG) il presidente del Partito popolare democratico, Christophe Darbellay in apertura del congresso del partito.
Riguardo all'elezione al Consiglio federale del 22 settembre, "il PPD mantiene aperte tutte le opzioni", ha sottolineato Darbellay. Riprendere un secondo seggio in governo resta "un obiettivo strategico", ha aggiunto.
"Condurremo discussioni con l'UDC, il PLR e il PS", ha detto. "Vogliamo conoscere il contenuto dei dibattiti tra il PLR e i socialisti" e sapere quali promesse e quali concessioni il PLR fa alla sinistra, ha dichiarato Darbellay.
Riguardo alla revisione della Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) sulla quale il popolo è chiamato ad esprimersi il 26 settembre, i delegati hanno invitato a dire "sì". I voti a favore sono stati 220, 14 i contrari e 15 gli astenuti.
La presa di posizione non desta sorpresa. Il presidente del PPD Christophe Darbellay ha ricordato che il partito ha ampiamente contribuito all'elaborazione della revisione. L'opposizione interna al partito è venuta dall'ala cristiano sociale. Questa ha condiviso i punti di vista della consigliera nazionale socialista Maria Roth-Bernasconi, invitata per difendere la posizione dei "no".
Sottolineando che l'assicurazione disoccupazione dovrebbe posare su una base finanziaria solida, la socialista ha ritenuto che la revisione danneggi troppo unilateralmente i disoccupati e che l'aiuto sociale rischia di fare le spese dell'alleggerimento previsto per l'assicurazione disoccupazione.
Il capo del gruppo parlamentare PPD Urs Schwaller ha contrastato queste argomentazioni. Teme una perdita di fiducia nell'assicurazione disoccupazione se questa non viene risanata, aggiungendo che la sola alternativa a una riduzione delle prestazioni è un aumento delle deduzioni salariali dello 0,5% invece dello 0,2%.

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