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BERNA - Il Consiglio federale continua ad essere contrario al divieto del burqa dato che in Svizzera sono pochissime - un centinaio - le donne coperte da capo a piedi da un velo. Lo indica oggi lo stesso governo nella risposta ad un'interpellanza del consigliere nazionale vallesano e presidente del Partito popolare democratico (PPD) Christophe Darbellay.
L'esecutivo si oppone pure a una differenziazione tra donne residenti in Svizzera e turiste dato che verrebbe leso il principio dell'uguaglianza di trattamento.
Il governo non fornisce una risposta univoca quanto all'effetto del burqa per l'integrazione delle musulmane che lo indossano. Se da un lato la copertura di tutto il viso costituisce palesemente un freno, dall'altro il burqa permette alle donne che lo portano di muoversi negli spazi pubblici. Se non indossassero il velo integrale queste musulmane sarebbero costrette in casa.
Il Consiglio federale oggi risponde pure ad un'interpellanza del consigliere nazionale Ulrich Schlüer (UDC/ZH) che chiede perché il governo non pubblichi il proprio rapporto sugli imam del gennaio 2008.
L'esecutivo spiega che il documento è destinato esclusivamente alle autorità competenti per la politica di sicurezza e contiene informazioni provenienti da fonti dei servizi segreti. Se questi dati fossero di pubblico dominio non potrebbe essere garantita la protezione delle fonti. Il governo osserva inoltre che il rapporto contiene informazioni che non sono ormai più valide.

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SDA-ATS