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BERNA - Sono Simonetta Sommaruga a Johann Schneider Amman i due nuovi consiglieri federali che sostituiranno i dimissionari Moritz Leuenberger e Hans-Rudolf Merz. Il governo svizzero, per la prima volta, avrà così una maggioranza femminile, con quattro donne su sette seggi.
Simonetta Sommaruga, consigliera agli Stati bernese, è stata eletta dall'assemblea federale al quarto turno di scrutinio con 159 voti. In lizza, assieme a lei, era rimasto solo il candidato dell'Unione democratica di centro Jean-François Rime, cui sono andate 81 preferenze.
Johann Schneider Amman, imprenditore e consigliere nazionale, pure lui bernese, è stato eletto al quinto turno con 144 voti. Anche in questo caso Jean-François Rime è riuscito a mantenersi in corsa fino all'ultima tornata, ma ha poi dovuto cedere il passo: si è infatti fermato a 93 voti.
Rivolgendosi al parlamento la Sommaruga ha affermato che "dobbiamo garantire a tutti, soprattutto ai più deboli, una vita degna e lavorare assieme per rispondere alle attese dei cittadini". Dopo aver ringraziato nelle quattro lingue nazionali l'assemblea federale per l'elezione, la Sommaruga ha ribadito l'importanza del rispetto di tutte le minoranze - anche degli avversari politici - CF: neoministri promettono duro lavoroper mantenere la coesione interna del Paese.
Per la consigliera agli Stati è importante puntare sul dialogo per la ricerca di soluzioni condivise. "Solo assieme possiamo rispondere alle attese della popolazione", ha concluso la CF: neoministri promettono duro lavoro"senatrice".
Schneider-Ammann ha dal canto suo detto che "le future generazioni, devono avere le stesse possibilità che abbiamo avuto noi". "Le scelte del futuro richiedono una guida sicura e da parte mia sono certo di poter investire tutta la mia energia in favore della CF: neoministri promettono duro lavoroconcordanza", ha aggiunto. "Se riusciamo a riaffermare i valori della nostra società aperta, avremo successo". "Sappiamo che siamo europei nel cuore dell'Europa". "Solo i rapporti di buon vicinato potranno contribuire alla sicurezza della Confederazione".
Alla corsa per la successione di Merz ha preso parte anche il consigliere nazionale ticinese Ignazio Cassis, che al primo turno di scrutinio ha raccolto 12 voti e si è poi ritirato. Cassis ha lanciato un appello affinché la Svizzera italiana non venga considerata soltanto una minoranza, "ma una realtà che desidera partecipare alla costruzione del Paese".

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SDA-ATS