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Rafforzare la posizione dei medici di famiglia e la collaborazione tra le diverse professioni sanitarie. Sono alcuni degli elementi a cui mira la nuova legge sulle professioni mediche, il cui progetto è stato trasmesso oggi dal Consiglio federale al parlamento.

Il testo menziona la medicina di famiglia negli obiettivi di formazione e di perfezionamento dei medici, realizzando in tal modo una delle priorità del governo incluso nella strategia globale Sanità 2020.

Una delle novità della legge - rileva il Dipartimento federale dell'interno (DFI) in una nota - è la menzione, fra gli obiettivi di formazione, delle conoscenze sui metodi della medicina complementare. In questo modo viene attuato il mandato costituzionale conferito nel 2009 con l'approvazione del controprogetto all'iniziativa "Sì alla medicina complementare", e la reintroduzione di cinque metodi di cura alternativi nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione di base .

Per incrementare la protezione della salute e la tutela dei pazienti, il campo di applicazione della legge verrà esteso a una cerchia più ampia di professioni mediche. In particolare ad essa saranno assoggettati anche gli specialisti che lavorano come impiegati per una società anonima.

Infine, per il riconoscimento di diplomi stranieri saranno necessari adeguamenti al diritto europeo. La revisione imporrà ai cantoni di esaminare le conoscenze linguistiche degli stranieri che intendono lavorare in Svizzera al momento della domanda di autorizzazione e non più nel quadro del riconoscimento delle qualifiche, conclude il DFI.

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SDA-ATS