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L'esercito del futuro dovrebbe ridurre gli effettivi dagli attuali 200'000 soldati a 100'000. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale. L'effettivo reale sarà di 140'000 uomini per poter disporre di un certo margine di manovra.

Il plenum deve ancora decidere sui mezzi finanziari annuali: la commissione preparatoria propone 5 miliardi di franchi l'anno.

Il numero di soldati rappresenta uno dei punti centrali della riforma dell'esercito. La disposizione riguardante le dimensioni dell'armata è stata iscritta in un'ordinanza, e non in una legge, di modo che essa non è attaccabile con un referendum. Gli Stati avevano optato per questa soluzione già in marzo.

In precedenza, la Camera del popolo ha deciso di mantenere l'obbligo del tiro obbligatorio. La proposta - sostenuta da Verdi liberali, PS e Verdi - di fare a meno del tiro militare fuori servizio è stata respinta.

Il plenum si è anche pronunciato per sei corsi di ripetizione dopo la scuola reclute della durata di tre settimane. Gli Stati avevano optato per cinque corsi di ripetizione.

La Camera del popolo non vuole nemmeno togliere il limite al numero di persone che scelgono, al momento del reclutamento, la ferma continuata, ossia optano per la possibilità di svolgere il servizio militare in un colpo solo.

Il plenum ha confermato la soglia massima del 15%, come stabilisce il diritto attuale. Una minoranza di sinistra avrebbe voluto stralciare questa disposizione dalla normativa.

Per la destra e il consigliere federale Ueli Maurer, un'armata composta di soli soldati in ferma continuata sarebbe in contraddizione col principio dell'esercito di milizia.

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SDA-ATS