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I profili DNA delle persone condannate non vanno cancellati dalla relativa banca dati. È l'opinione del Consiglio nazionale che, con 88 voti contro 84 e 2 astenuti, ha approvato una iniziativa parlamentare di Andrea Geissbühler (UDC/BE) che chiede una modifica della pertinente legge. Attualmente i profili DNA possono venir cancellati dopo cinque o dieci anni dalla condanna.

Impedendo la cancellazione si agevolerà il lavoro della giustizia, ha spiegato Geissbühler. Secondo le statistiche sulla criminalità, infatti, le persone che sono state condannate per delitti o crimini commettono spesso un nuovo reato. Conservando il profilo DNA si permetterebbe alle autorità di perseguimento penale di identificare più rapidamente il colpevole. Nel 2012 ad esempio, sulla base del DNA, sono stati individuati 5852 possibili autori di reati.

Per la minoranza con questa proposta si rischia di arrivare a uno "Stato poliziesco", ha affermato Christian Lüscher (PLR/GE). Già oggi il periodo d'attesa prima della cancellazione del profilo DNA dalla banca dati tiene conto della gravità del reato. In caso di recidiva è possibile opporsi alla cancellazione.

Gli Stati devono ancora pronunciarsi.

SDA-ATS