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Consumi: sale l'indicatore di UBS

KEYSTONE/ALEXANDRA WEY

(sda-ats)

Il clima dei consumi è leggermente migliorato in Svizzera in marzo: il relativo indice di UBS è salito a 1,50 punti, contro 1,45 punti di febbraio (dato rivisto).

L'indicatore mostra una crescita del consumo privato nella media pluriennale, ma l'umore nel commercio al dettaglio rimane orientato al pessimismo.

Stando agli economisti di UBS dopo la forte progressione all'inizio dell'anno (+5,5%) il turismo nazionale in febbraio ha subito una flessione dello 0,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Per contro le nuove immatricolazioni nel settore automobilistico sono notevolmente aumentate, con un incremento del 4,8%.

Gli operatori del commercio al dettaglio rimangono invece assai pessimisti: l'indice del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF) in marzo si è attestato a -9 punti, per il 32esimo mese consecutivo sotto la media pluriennale di 4,5 punti.

L'adeguamento del settore alla nuove realtà del tasso di cambio sembra realizzarsi solo molto lentamente. Ma stando agli esperti di UBS il franco forte e il conseguente svantaggio in termini di prezzo nei confronti della concorrenza dei paesi confinanti non sono l'unica sfida che il ramo deve affrontare: anche la diffusione sempre più ampia del commercio online mette i dettaglianti locali sotto pressione. Per questi motivi UBS non prevede una ripresa rapida dell'umore nel comparto.

Nell'insieme però gli specialisti della banca si aspettano nel corso del 2017 una crescita solida dei consumi, che dovrebbero essere sostenuti anche da un lieve calo della disoccupazione. Il prodotto interno lordo salirà dell'1,4%.

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SDA-ATS