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I contadini sostengono la riduzione di pesticidi

KEYSTONE/THOMAS DELLEY

(sda-ats)

Gli agricoltori sono favorevoli di una diminuzione dell'utilizzo dei pesticidi, ma si dichiarano contrari a due iniziative volte a proibirli completamente. L'Unione svizzera dei contadini (USC) vuole inoltre limitare i prodotti fitosanitari.

Chiede pure alla Confederazione di non effettuare tagli alla ricerca che tocchino il settore dell'agricoltura.

"Abbiamo un problema e lo ammettiamo" ha affermato nel suo discorso scritto il presidente dell'organizzazione Markus Ritter a Ins (BE), facendo riferimento a uno studio dell'Ufficio federale dell'ambiente sulle sostanze microinquinanti presenti nei corsi d'acqua svizzeri, secondo cui le acque di dilavamento provenienti dai drenaggi delle superfici agricole trattate con dei pesticidi sono responsabili dell'inquinamento nella misura del 40%.

I prodotti fitosanitari sono molto costosi, provocano sconcerto tra i consumatori e possono mettere in pericolo l'ambiente e la salute, ha sottolineato oggi l'USC nel corso di una conferenza stampa. Bisogna impegnarsi a farne un uso limitato e in maniera più mirata.

Ritter tuttavia esclude una rinuncia totale a queste sostanze, come chiedono le due iniziative "Per una Svizzera libera dai pesticidi sintetici" e "Acqua potabile pulita e cibo sano - No alle sovvenzioni per l'impiego di pesticidi e l'uso profilattico di antibiotici", attualmente nel pieno della fase di raccolta delle firme necessarie che si concluderà nel 2018.

Senza queste misure fitosanitarie, le rendite diminuirebbero dal 20% al 40%. L'industria alimentare svizzera ha però bisogno di un approvvigionamento garantito e continuo di materie prime. Senza contare che anche "la produzione biologica non può rinunciare ai prodotti fitosanitari", ha precisato il presidente dell'USC, che mette in guardia in merito a un approvvigionamento all'estero e un forte aumento dei prezzi alimentari.

SDA-ATS