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Conte vuole un patto per la Libia, Haftar ruba la scena

Alla Villa Igiea di Palermo è iniziata la conferenza internazionale sulla Libia.

KEYSTONE/AP/ANTONIO CALANNI

(sda-ats)

Palermo diventa la casa di tutti i libici per due giorni. Il generale Khalifa Haftar, dopo mille tira e molla, alla fine è arrivato in Sicilia per la conferenza internazionale promossa dall'Italia. Anche se lo ha fatto alle sue condizioni.

Il generale della Cirenaica, al culmine di una giornata di attesa via via più spasmodica, è arrivato in tarda serata a Villa Igiea. Il premier italiano Giuseppe Conte gli è andato incontro e i due hanno avuto un fitto colloquio, a portata di fotografi. Poi però Haftar è andato via, disertando la cena con gli altri libici.

Haftar, tassello chiave nel puzzle libico, ha tirato la corda fino all'ultimo. In un estenuante balletto di promesse e ripensamenti. La sua presenza a Palermo era però troppo importante ed i contatti con Roma sono proseguiti fino all'ultimo sì, strappato al generale al fotofinish, ma con modalità non subito chiare.

Finalmente da Bengasi Haftar è arrivato a Villa Igiea. Il saluto con Conte si è tramutato in colloquio, tanto da richiedere l'arrivo di un interprete. "Il tuo contributo a questo summit è importante", gli ha detto Conte. Alla fine però, Haftar ha salutato e se ne è andato.

La sua partecipazione a Palermo, comunque, non si conclude qui. E con il suo sbarco in Sicilia, per nulla scontato, Conte ha ottenuto un primo successo. Anche se non è ancora detto se il premier riuscirà nell'impresa di fare incontrare il generale con gli altri tre contendenti della disfida libica: il premier Fayez al Serraj, il presidente del Parlamento di Tobruk Aguila Saleh ed il capo dell'Alto Consiglio di Stato Khaled al Meshri.

Le delegazioni invitate alla conferenza di Villa Igiea sono 38: 30 Paesi e 8 organismi intergovernativi, tra cui l'UE, la Lega Araba, l'FMI e la Banca Mondiale. Il nuovo piano di pace dell'ONU, aggiornato dopo il perdurare della violenza nel paese ed i suoi picchi in estate, è il canovaccio su cui si deve basare il confronto. Domani i lavori del summit entreranno nel vivo con la sessione plenaria.

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