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Coop e Manor auspicano nuovo intervento BNS contro il franco forte

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 gennaio 2012 - 12:48
(Keystone-ATS)

Coop e Manor auspicano un ulteriore intervento della Banca nazionale svizzera (BNS) contro la forza del franco. "Fino a quando l'euro non sarà a 1,30 franchi il commercio al dettaglio avrà uno svantaggio competitivo rispetto all'estero", afferma sulla stampa domenicale il numero uno di Manor, Bertrand Jungo. Per il collega di Coop, Joos Sutter, ad aiutare veramente sarebbe un corso di 1,45: ma questo, ammette, non è realistico. "Non siamo sognatori: ci rallegreremmo per una soglia a 1,30 franchi".

Entrambi i dirigenti rinnovano inoltre le critiche alle limitazioni degli orari di vendita e si lamentano per il turismo degli acquisti, che porta gli svizzeri a fare la spesa oltre frontiera. Jungo si dice contrario a interventi protezionistici, mentre Sutter propone di abbassare il limite esente da dazi doganali per i prodotti alimentari, oggi a 300 franchi. "Qui è la politica che deve agire, perché lo stato perde introiti", afferma.

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