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Rischia di costar caro a Jeremy Corbyn il suo silenzio alla cerimonia nella cattedrale londinese di St Paul per i 75 anni della Battaglia d'Inghilterra mentre tutti, rappresentanti di istituzioni e delle forze armate, cantavano 'God Save the Queen'.

Accuse molto forti sono arrivate dai conservatori, che hanno puntato il dito contro il "rifiuto" ad intonare l'inno nazionale da parte del nuovo leader Labour noto per le sue posizioni repubblicane e pacifiste, giudicandolo come "molto scortese e irrispettoso" della regina Elisabetta. Queste parole le ha pronunciate Sir Nicholas Soames, deputato Tory ma soprattutto nipote di Winston Churchill. Mentre su Twitter molti britannici offesi hanno attaccato il segretario laburista.

Un portavoce del partito ha cercato di gettare acqua sul fuoco, affermando che Corbyn aveva preso parte all'evento per mostrare il suo rispettoso silenzio agli aviatori della Raf che avevano combattuto ed erano morti nella battaglia contro l'aviazione nazista.

Questa 'ombra' ha oscurato quella che doveva essere una giornata trionfale per il nuovo segretario impegnato in un intervento dai toni molto accesi al Trades Union Congress, la conferenza dei sindacati britannici riuniti a Brighton, dove ha lanciato un attacco ai conservatori al governo. "Non sanno cos'è la povertà, le code alle banche del cibo e la crescente crisi degli alloggi", ha tuonato Corbyn. "L'austerità è una scelta politica non una necessità economica".

Fin dall'arrivo nella città del sud Inghilterra ha raccolto applausi e standing ovation. Lo ha fatto capire fin da subito di sentirsi a casa: "Ero e resto un sindacalista attivo", e con queste parole ha rinsaldato quel legame che si era fortemente indebolito fra il partito e i sindacati, in particolare negli anni del New Labour e di Tony Blair.

Ma Corbyn inizia anche a comportarsi da abile politico e ha presentato all'uditorio i numeri di un consenso attorno a lui che continua a crescere: dalla sua nomina, sabato scorso, ci sono stati 30mila nuovi iscritti al Labour.

L'attacco alle politiche dei Tory ha riguardato anche il taglio dei crediti d'imposta voluto dal ministro del Tesoro, George Osborne, che secondo Corbyn danneggia milioni di famiglie povere. Ma questo non ha impedito che il provvedimento venisse approvato alla Camera dei Comuni, anche se di misura, con 325 voti a favore e 290 contro.

Prima il segretario, al convegno dei sindacati, si era scagliato contro la proposta di legge sempre conservatrice che impone restrizioni al diritto di sciopero. "La combatteremo in ogni modo", aveva tuonato, paragonandola a una dichiarazione di guerra. E già le Union preparano un giorno di protesta nazionale in quello che potrebbe diventare un 'autunno caldo' per il Paese, a partire dalle difficili trattative per il servizio notturno della metropolitana di Londra.

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SDA-ATS