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Si inasprisce la guerra fredda tra le due Coree. Seul ha avvertito che esiste un piano per uccidere il "leader nemico" Kim Jong-un nel caso si alzasse il livello di minaccia e ha chiesto all'ONU nuove sanzioni contro il regime comunista di Pyongyang.

La comunità internazionale è in agitazione da quando la Corea del Nord, all'inizio del mese, ha effettuato il suo quinto test nucleare, e finora il più potente, che potrebbe consentire di installare le testate atomiche su missili balistici. Unanime è stata la condanna, anche della Cina, unico partner di peso di Pyongyang, ed è stata avviata una discussione, anche a Palazzo di Vetro, per un inasprimento delle sanzioni.

La Corea del Sud è in prima fila, e ha già mostrato i muscoli contro il riottoso vicino, che da anni coltiva ambizioni atomiche. Proprio oggi, il ministro della Difesa Han Min-koo ha annunciato in Parlamento che truppe speciali sono pronte a entrare in azione e uccidere Kim Jong Un, se la situazione lo richiedesse. "Seul ha intenzione di "utilizzare missili di precisione per colpire obiettivi nemici in diverse zone", ha riferito il ministro sudcoreano, aggiungendo, senza lasciare spazio a fraintendimenti, che c'è "anche l'intenzione di eliminare il leader nemico".

La questione nordcoreana è approdata anche all'Assemblea Generale dell'Onu, che in questi giorni ospita diversi incontri e riunioni, e verrà affrontata pure nel tradizionale pranzo di Ban Ki-moon con i rappresentanti dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Nel suo intervento, il ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung-se ha lanciato un appello per fare fronte comune contro Pyongyang, accusata di "ridicolizzare totalmente" l'autorità delle Nazioni Unite. Per questo, è arrivato il momento di "riconsiderare se la Corea del Nord sia qualificata per essere membro dell'organizzazione internazionale", ha aggiunto il ministro, invocando anche sanzioni "più forti e complete" per punire le "ripetute violazioni delle risoluzioni" da parte del regime.

Il giovane e megalomane dittatore Kim Jong-un, da parte sua, ha più volte dimostrato di volere proseguire sulla sua strada, inaugurata dieci anni fa dal padre Kim Jong-il, e ha chiesto agli Stati Uniti di essere riconosciuto come 'Stato nucleare'. Allo stesso tempo, ha accusato Washington di "spingere la penisola coreana sull'orlo della guerra", dopo che nei giorni scorsi gli americani hanno fatto sfrecciare nella zona due cacciabombardieri, sorvolando fino a poche decine di chilometri dai confini del nord. Per l'occasione sono state schierate "formazioni congiunte" con jet da combattimento provenienti da Seul e Tokyo: una prova 'muscolare' contro le pericolose manie di grandezza di Pyongyang, in perfetto stile da rinnovata guerra fredda.

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SDA-ATS