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In Corea del Nord "un'autentica libertà religiosa non esiste" al punto da essere classificata, già dal 2001, come "Paese di particolare preoccupazione" per la persistente pratica di "severe violazioni" che favoriscono l'ambiente di scarso rispetto dei diritti umani e la reputazione di nazione che non tiene conto delle norme internazionali.

È il dato che emerge dall'edizione 2011 dell'International Religious Freedom Report messo a punto dal Dipartimento di Stato americano, secondo cui la Corea del Nord resta a pieno titolo nella "black list" continuando a reprimere la libertà religiosa in modo "deplorevole".

Nessuna posizione, invece, sulla possibilità di un cambio di rotta sotto la nuova leadership di Pyongyang, dopo la salita al potere del "giovane generale" Kim Jong-un.

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SDA-ATS