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Dopo le sanzioni adottate in seguito ai test nucleari del regime di Kim Jong Un, l'export di carbone della Corea del Nord, prima voce del suo interscambio globale, si è azzerato ad aprile.

Keystone/AP/WONG MAYE-E

(sda-ats)

L'export di carbone della Corea del Nord si è azzerato ad aprile, stando ai dati del comitato del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulle sanzioni.

Ciò conferma l'efficacia delle misure adottate a novembre contro Pyongyang sulla scia del quinto test nucleare effettuato dal regime nordcoreano a settembre.

Prima voce dell'interscambio globale della Corea del Nord, il carbone vede la Cina come principale acquirente. Pechino, per l'intera durata dell'anno, ne ha sospeso l'import da febbraio nell'ambito del rafforzamento delle sanzioni varate dall'Onu.

La risoluzione di novembre, dopo il quinto test nucleare, ha fissato dal primo gennaio 2017 un tetto all'export di minerale da parte della Corea del Nord, fino al valore di 400,9 milioni di dollari o a 7,5 milioni di tonnellate annue, qualsiasi sia il limite più basso.

La stretta si ritiene debba comportare un taglio di circa 700 milioni di dollari annui.

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SDA-ATS