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La Corea del Nord sfida il mondo e, a sorpresa, effettua il quarto test nucleare affermando di aver utilizzato "con successo", e per la prima volta, un ordigno a idrogeno, passo ulteriore per lo status di Superpotenza militare.

Una mossa che ha spiazzato la Cina, l'alleato storico, e che ha trovato l'immediata e durissima condanna di Usa, Corea del Sud, Giappone e Gran Bretagna, con tanto di convocazione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

La Cina, tramite una portavoce del ministero degli Esteri, ha chiaramente espresso "ferma opposizione" al test, peraltro "non anticipato" e che viola gli obblighi contenuti nelle risoluzioni Onu, riservandosi di fare "tutti gli approfondimenti possibili per fare chiarezza sulla vicenda".

"Abbiamo effettuato con successo un test nucleare per difenderci dagli Stati Uniti", ha diffuso l'emittente di Stato Kctv in mattinata a un Paese nella morsa del freddo, attraverso il volto della anchorwoman Ri Chun-hee, quella degli annunci più importanti e solenni, come le morti di Kim Il-sung e Kim Jong-il, padre e figlio, rispettivamente fondatore della Nazione e promotore del Songun, la politica dei "militari prima di tutto".

Una bomba all'idrogeno, su cui militari, 007 di Seul e anche la Casa Bianca, hanno espresso forti dubbi a causa della contenuta detonazione ("solo" 6 chilotoni, invece dei 20-50 megatoni degli esperimenti russi e americani), che ha creato un sisma artificiale di magnitudo 5.1, secondo il servizio geologico Usa, con epicentro a Punggye-ri, nell'est del Paese, il poligono nucleare di Pyongyang.

"Se gli Usa non violeranno la sovranità della Corea del Nord non useremo l'arma nucleare", è stato un altro passaggio del messaggio seguito da decine di persone anche davanti al maxi schermo davanti alla stazione centrale di Pyongyang. Una affermazione ribadita anche all'Onu: "non saremo mai i primi ad usare l'atomica".

Gli esperti sostengono che ci vorranno "giorni o settimane" per stabilire la veridicità del test, tuttavia la reazione dei Paesi più vicini, Corea del Sud e Giappone è stata immediata. "Prenderemo le giuste contromisure, reagiremo", hanno detto all'unisono, la presidente Park Geun-hye e il premier Shinzo Abe, che hanno ricordato il perdurare delle violazioni degli accordi passati presi presso il Consiglio di sicurezza dell'Onu, assicurando stretta cooperazione con gli alleati, Usa in testa.

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SDA-ATS