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La Corea del Nord è tornata per la terza volta in meno di 2 settimane a lanciare missili nel mar del Giappone. Da più parti si valuta che il quinto test nucleare sia tecnicamente pronto e che il via libera sia solo "una questione di volontà politica" della leadership.

L'irrequietezza di Pyongyang e le esercitazioni militari su vasta scala in corso di Corea del Sud e Usa "aumentano i rischi di escalation non voluta", ha riassunto Ihs, un think tank britannico sulla difesa, a conclusione di un'altra giornata convulsa e di alta tensione all'altezza del 38/mo parallelo, dove c'è il confine fra le due Coree.

Il regime ha lanciato una serie di cinque missili a corto raggio dalla costa orientale, finiti tutti nel poligono di tiro del mar del Giappone dopo aver coperto un percorso di almeno 200 chilometri, secondo le informazioni diffuse dal Comando di Stato maggiore sudcoreano. I primi sono partiti dalla città di nordest di Hamhung alle 15.19 (le 7.19 in Svizzera); gli ultimi alle 16.04 (le 8.04). "I nostri militari seguono da vicino la situazione e tengono una posizione pronta e reattiva alla difesa", ha detto il Comando.

La Corea del Nord, malgrado le sanzioni appena licenziate dal Consiglio di Sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), è in condizioni da poter fare il suo quinto test nucleare in ogni momento, come indicano le attività continue e frenetiche rilevate sul sito di sperimentazione di Pyongyang. "Crediamo che il Nord possa decidere il suo quinto test anche immediatamente", ha affermato in conferenza stampa il portavoce del ministero dell'Unificazione, Jeong Joon-hee, per il quale Seul si sta preparando ad affrontare ogni scenario.

In altri termini, da un punto di vista tecnico tutto è pronto e manca solo la volontà politica di procedere. Pyongyang la scorsa settimana ha minacciato di sperimentare testata nucleare e missili balistici in risposta alle imponenti esercitazioni di Seul e Washington, e alle sanzioni Onu in risposta al test nucleare di gennaio e al lancio del razzo/satellite di febbraio.

La presidente sudcoreana, Park Geun-hye, ha invitato a tenere alta l'allerta per rispondere alle incaute provocazioni del Nord, ritenute assolutamente possibili. "Ora è un momento cruciale per il futuro della penisola coreana", ha detto Park in un meeting coi suoi più stretti collaboratori nell'Ufficio presidenziale.

Il think tank 38 North, di base a Washington e specializzato sulla Corea del Nord, ha reso noto nel fine settimana che "ci sono attività continue" al sito dei test nucleari di Punggye-ri nel nord-est del Paese: uno scenario che rende "altamente probabile un nuovo test atomico in qualsiasi momento".

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SDA-ATS