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Lee Jae-yong, vicepresidente di Samsung Electronics.

Keystone/AP Yonhap/KIM DO-HOON

(sda-ats)

Lee Jae-yong, erede del gruppo Samsung, ha detto che la presidente sudcoreana Park Geun-hye, sotto procedura di impeachment, obbligò la sua società a versare miliardi di won nelle casse di società riconducibili alla sua stretta confidente Choi Soon-sil.

Lo riferisce l'agenzia Yonhap, citando un funzionario del panel investigativo speciale che sta facendo luce sullo scandalo per corruzione. Lee, anche lui indagato, è vicepresidente di Samsung Electronics ed è stato sottoposto a un interrogatorio durato un giorno intero e conclusosi solo questa mattina.

Le sue affermazioni non coincidono con quelle rilasciate il 6 dicembre nel corso di un'audizione parlamentare in cui spiegò che nell'incontro riservato avuto con Park nell'estate del 2015 si parlò solo di materie relative alla conglomerata e ai suoi piani sugli investimenti.

Per le incongruenze emerse nel corso degli accertamenti disposti successivamente, Lee è stato ieri formalmente incriminato di spergiuro da parte del panel parlamentare.

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SDA-ATS