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I militari americani hanno avviato in piena notte l'installazione dei sofisticati e avanzati sistemi antimissile Thaad col trasporto dei singoli pezzi a Seongju, nel Nord Gyeongsang, tra le proteste dei residenti.

L'avvio delle operazioni, avvenuto a sorpresa, è maturato ad appena sei giorni dal via libera della Us Forces Korea (USFK) alla messa in sicurezza del sito ottenuto dal governo di Seul e destinato a ospitare i sistemi il cui scopo è di deterrenza verso le intemperanze della Corea del Nord o, eventualmente, di intercettare i missili lanciati.

Sul sito, riferisce l'agenzia Yonhap, manca ancora il rapporto di impatto ambientale, richiesto dall'accordo bilaterale Status of Forces Agreement (SOFA), che regola la presenza delle forze armate Usa in Corea del Sud. Gli Usa però avevano deciso di accelerare i piani e di rendere i Thaad funzionanti già prima delle elezioni presidenziali sudcoreane del 9 maggio.

Corea del Sud e Usa hanno firmato nel 2016 l'accordo sui Terminal High Altitude Area Defense, più noti come Thaad, capaci di intercettare i vettori ostili sia nell'atmosfera sia fuori, dando una svolta ai negoziati in risposta ai test nucleari e missilistici di Pyongyang.

Secondo la Yonhap, sei rimorchi hanno trasportato i pezzi più importanti del potente impianto radar, dei lanciatori mobili e degli altri elementi principali dentro l'area il cui accesso è vietato ai civili. Il ministero della Difesa di Seul ha anche confermato in una nota l'avvio delle operazioni spiegando che "la misura ha lo scopo di mettere in sicurezza la disponibilità delle parti più strategiche sul sito", mentre gli aspetti ambientali e le costruzioni richieste saranno risolti nei tempi stabiliti.

Il ministero ha poi spiegato che la piena operatività dei Thaad sarà completata entro la fine dell'anno.

In centinaia, concentrati all'ingresso dell'area off-limit, hanno protestato contro i sistemi, piazzati su una vasta zona che ospitava un più rassicurante resort della Lotte con tanto di campi da golf, tra slogan "No Thaad, no War" e "Hey Usa! Siete amici o forze d'occupazione?".

I sistemi antimissile, che hanno irritato pesantemente la Cina per la profondità di "visione" dei radar fino a 2000 km, quindi ben oltre la città di Pechino, sono finiti tra i temi della campagna elettorale presidenziale in vista del 9 maggio.

Moon Jae-in, il candidato del Partito Democratico e in testa nei sondaggi con oltre il 40%, ha ribadito che la controversa decisione sui Thaad, presa dall'amministrazione dell'ex presidente Park Geun-hye decaduta lo scorso mese per impeachment, dovrebbe essere "esaminata" dalla futura amministrazione.

L'accelerata impressa dagli Usa sull'installazione, secondo la lettura più maliziosa, sarebbe legata alla necessità di rendere l'operazione irreversibile.

SDA-ATS

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