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Continua il balletto delle cifre sul bilancio delle vittime e dei dispersi nel naufragio del traghetto sudcoreano Sewol: salgono a 29 le vittime accertate (rispetto alle 28 di ieri) ed a 273 i dispersi (da 268). Inoltre, sempre a causa di errori di calcolo, la guardia costiera ha diffuso il numero dei passeggeri a bordo, pari a 476 invece di 475, e dei sopravvissuti, pari a 174, cinque in meno di quanto reso noto in precedenza.

Intanto i sommozzatori delle attività di ricerca e soccorso intorno al traghetto Sewol hanno rilevato tre cadaveri all'interno dello scafo. La guardia costiera ha riferito che si è trattato del primo avvistamento del suo genere e che attraverso le finestre sono stati individuati in una cabina i corpi dei tre passeggeri con ancora indosso i giubbotti di salvataggio. Ogni tentativo di rottura dei vetri, tuttavia, non ha avuto successo.

Dal canto suo il capitano del traghetto si è difeso affermando di aver ritardato l'evacuazione della nave a causa del mare agitato e dell'assenza di imbarcazioni di soccorso. Per questo, i passeggeri, ai quali è stato ordinato di non muoversi, sono di fatto rimasti bloccati per oltre 40 minuti: quando il traghetto è cominciato ad affondare, per molti di loro era ormai troppo tardi. Il capitano, Lee Joon-Seok, 52 anni, è stato arrestato insieme a due membri dell'equipaggio.

SDA-ATS