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La procura sudcoreana che indaga sul tragico affondamento del traghetto Sewol ha formulato l'accusa di omicidio contro il capitano Lee Jun-seok e tre componenti dell'equipaggio (capo ingegnere, primo e secondo ufficiale) per l'abbandono della nave senza il tentativo di evacuazione delle centinaia di persone ancora a bordo, tra cui oltre 200 studenti in gita. Molti passeggeri superstiti hanno raccontato l'ordine trasmesso più volte di rimanere all'interno delle cabine, ha riportato l'agenzia Yonhap.

Allo stato, non sarebbe però chiara la gravità dell'accusa di omicidio contestato: quello che appare chiaro nella contestazione, tuttavia è la mancanza di azioni appropriate da parte del capitano e degli altri tre membri dell'equipaggio di fronte all'emergenza che ha visto la nave da quasi 7000 tonnellate di stazza colare a picco in due ore circa.

In più, i quattro sono saltati subito sulla prima imbarcazione di soccorso della guardia costiera giunta sul posto, senza alcuna considerazione per il resto dei passeggeri.

Il bilancio del disastro accaduto il 16 aprile scorso, vicino alla città portuale di Mokpo, nel sudovest della Corea del Sud, registra un totale di 172 persone tratte in salvo, 281 vittime e ancora 23 dispersi: c'erano 325 studenti sui 476 passeggeri a bordo, in gita scolastica all'isola di Jeju.

SDA-ATS