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SEUL - La Corea del Nord e' disposta ad avviare un dialogo con le potenze regionali, ma anche ad intraprendere azioni di "forza fisica" contro eventuali sanzioni. Lo afferma un portavoce del ministero degli Esteri in una dichiarazione diffusa dalla Kcna, l'agenzia ufficiale del regime.
"Se gli Stati Uniti ci puntano una spada contro, noi la puntiamo contro di loro, che e' poi il nostro modo di reagire. Siamo pronti sia ai colloqui sia alla guerra. Non ci saremo sorprendere da minacce militari o sanzioni", dice il portavoce.
Usa e Corea del Sud hanno gia' respinto piu' volte "l'invito generico" al dialogo, chiedendo prima di tutto a Pyongyang di mostrare "vero e reale interesse" a modificare l'atteggiamento aggressivo iniziando a chiedere scusa per l'affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, in cui sono morti 46 uomini di equipaggio, di cui il Nord ha sempre negato ogni responsabilita'.
La nota della Kcna e' la seconda diffusa oggi, a poche ore dall'avvio delle esercitazioni militari congiunte di 4 giorni, da domani a mercoledi' 28 luglio, decise da Washington e Seul.
Nella prima, Pyongyang ha lanciato una raffica di minacce, parlando di inizio della "guerra santa" contro Usa e Corea del Sud. Ha anche affermato che utilizzerà il deterrente nucleare in risposta alle "sconsiderate" e imminenti manovre militari nelle acque del Mar del Giappone.

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SDA-ATS