Navigation

Coronavirus: 17 milioni i casi nel mondo. In Usa 1 morto al minuto

Situazione drammatica negli Stati Uniti KEYSTONE/EPA/CJ GUNTHER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 luglio 2020 - 19:42
(Keystone-ATS)

La morsa del Covid-19 sugli Stati Uniti è così stretta che Donald Trump ha persino evocato il rinvio delle elezioni di novembre. Perché ormai si viaggia alla media di un morto al minuto.

Sono quasi 670.000 le vittime in tutto il mondo ed oltre 17 milioni i contagi, per mano di una pandemia che non vuole saperne di attenuarsi. Neanche in Europa, che dalla Romania alla Spagna si sente investita da una nuova ondata.

Negli Stati Uniti, al netto della controversa uscita di Trump, che ha evocato rischi di frode nel voto on-line a causa dell'epidemia, l'infezione continua a propagarsi in modo apparentemente inarrestabile. Mercoledì ci sono stati 1.400 morti, quasi una vittima al minuto. La peggiore giornata da oltre 2 mesi, con Florida, California, North Carolina e Idaho gli Stati più colpiti, che hanno fatto registrare un record sul fronte dei decessi e dei contagi. Nel Sushine State quasi 10.000 nuovi casi in 24 ore, oltre 68.000 in tutto il Paese.

L'Oms ha rilevato che l'America si conferma l'epicentro della pandemia. Soprattutto nella regione latino-americana, trainata del Brasile, che ha superato i 90.000 morti. Cresce l'allerta in Paraguay, dove è stato disposto il lockdown nella seconda città del Paese, Ciudad del Este, e sono scoppiate le proteste della comunità locale.

In Europa sempre più Paesi devono fare i conti con quella che ha tutte le caratteristiche di una seconda ondata. La Spagna ha superato i 1.200 nuovi contagi, ai massimi dalla fine del lockdown, il 21 giugno. Sono oltre 400 i focolai attivi. A Madrid è scattato l'obbligo di mascherina nei luoghi pubblici, comprese le strade e le terrazze dei bar. L'obbligo di mascherina nei luoghi più affollati è stato adottato anche nelle città olandesi più grandi, Amsterdam e Rotterdam, anche se le autorità nazionali restano decise a lasciare alla popolazione la scelta sulla protezione del viso.

Nei Balcani il Covid prosegue la sua marcia minacciosa soprattutto in Romania, che tocca un nuovo record, oltre 1.300 nuovi contagi. E' il paese più colpito della regione ed il primo in tutto il continente per numero di decessi ogni mille abitanti. Spetta invece alla Gran Bretagna il primato assoluto in termini di vittime in Europa, oltre 46.000, meglio soltanto di Stati Uniti e Brasile.

Anche la Polonia, che ha registrato un picco di oltre 600 infezioni, sta valutando di reintrodurre quarantene obbligatorie per i viaggiatori di alcuni Paesi. Il tema delle frontiere è ritornato all'attenzione, di fatto, di tutte le cancellerie, e a Bruxelles è stato ridotto ulteriormente il numero dei Paesi extra-Ue per il libero transito. Nella lista ne sono rimasti 12: a fine giugno erano 15 prima della chiusura a Serbia e Montenegro, ora è uscita anche l'Algeria.

Il coronavirus non è un problema solo europeo e americano, perché continua a propagarsi ovunque. In Asia c'è stato il record di nuovi contagi in Giappone, il secondo consecutivo, ed anche a Tokyo, mentre in Vietnam è iniziato il testing di massa nella capitale Hanoi dopo che il virus è riapparso con forza dopo oltre 3 mesi. In Australia, nel popoloso Stato di Victoria, sono 25 giorni che si bruciano record di nuovi contagi. In Africa, un picco è stato raggiunto in Libia e Tripoli è entrata in lockdown.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.