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Coronavirus, 28% svizzeri si aspetta meno soldi in tasca in aprile

Meno soldi nel portafoglio. KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA BELLA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 aprile 2020 - 08:43
(Keystone-ATS)

L'epidemia di coronavirus ha ripercussioni anche sulle finanze personali: il 28% degli svizzeri interpellati nell'ambito di un sondaggio periodico ritiene che la propria situazione economica in aprile sarà peggiore rispetto a quella di marzo.

Nell'ultimo rilevamento, risalente a dicembre, i pessimisti riguardo al mese successivo erano il 13%, dato più basso degli ultimi quattro anni, spiega il servizio di confronti internet Comparis in un comunicato odierno.

Sempre in relazione al terzo mese dell'anno, il 13% vede per contro un miglioramento all'orizzonte (in dicembre: 33%), mentre per il 59% non vi saranno cambiamenti. Il sondaggio è stato condotto in marzo su un campione di 1033 persone in tutto il Paese.

A guardare con pessimismo alle prossime settimane sono in particolare le economie domestiche di una persona (33%) e quelle con un reddito lordo fino a 4000 franchi (42%). Non manca comunque l'apprensione anche fra le famiglie che guadagnano oltre 8000 franchi: in tal ambito chi vede nero è il 20%.

Il 34% dei pessimisti spiega che l'atteso peggioramento è dovuto, tra le altre cose, al lavoro ridotto, proprio o del partner. Il 14% dichiara di prevedere un calo degli introiti in quanto lavoratore indipendente. Il 13% prevede la perdita del proprio posto di lavoro o di quello del compagno o della compagna. Per il 12% l'apprensione è dovuta alla prevista perdita di valore degli investimenti individuali.

"L'effetto del coronavirus modifica il comportamento dei consumatori: si risparmia di più e spesso si preferisce aspettare a realizzare i desideri sognati da tempo", afferma Michael Kuhn, esperto di finanze e consumo presso Comparis, citato nella nota. "La situazione di blocco generale delle attività, con i relativi cali dei fatturati e la situazione di incertezza in borsa, creano un mix pericoloso, che porta molti a fare previsioni più negative sul proprio futuro economico".

La persistente crisi del coronavirus preoccupa l’88% degli intervistati: solo l'11% dichiara di non essere allarmato. Il 45% vuole risparmiare di più e consumare di meno (quota che sale al 53% fra i 18-35enni) e il 42% intende rinunciare a grandi acquisti, come ad esempio mobili o auto.

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