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Coronavirus: Albert Rösti, Consiglio federale ha troppo potere

Il presidente dell'UDC Albert Rösti (foto d'archivio) KEYSTONE/URS FLUEELER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 maggio 2020 - 09:24
(Keystone-ATS)

Il Consiglio federale e l'Ufficio federale della sanità (UFSP) hanno troppo potere attualmente a causa della crisi legata al coronavirus, dichiara il presidente dell'UDC Albert Rösti in un'intervista rilasciata al Blick.

Rösti sostiene che il potere assoluto dell'esecutivo deve terminare immediatamente.

"Il diritto di necessità deve essere levato", afferma il presidente dell'UDC che avrebbe voluto dimettersi alla fine di marzo, ma che a causa della pandemia rimarrà ancora in carica per qualche mese. Rösti ritiene una buona cosa che il Parlamento sia tornato alla quotidianità politica, dopo la pausa causata dal coronavirus, ma purtroppo - sottolinea Rösti - ha stanziato ancora più soldi per interessi particolari di quanto chiesto dal Consiglio federale. Per esempio - afferma - il problema degli asili nido avrebbe potuto essere lasciato ai Cantoni.

Un ritorno al federalismo è necessario, continua Rösti. In caso di seconda ondata della pandemia "i Cantoni devono disporre di un maggior margine di manovra nella scelta delle misure con le quali intendono reagire". "Non possiamo tollerare un secondo confinamento di tutta la Svizzera", puntualizza.

Inoltre economia e società non sono in contraddizione. Secondo Rösti un'economia intatta è il presupposto per una popolazione sana. Le misure di protezione per contenere il coronavirus sono importanti e corrette. Ma devono essere scelte in modo tale che l'economia possa continuare a funzionare.

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