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Coronavirus: almeno 15 nuovi casi in Svizzera, primo nell'esercito

Un manifesto che ricorda le norme d'igiene e di prevenzione ripreso all'aeroporto di Ginevra. Keystone/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 marzo 2020 - 19:07
(Keystone-ATS)

In Svizzera si contano oggi 17 nuovi casi confermati di persone affette da coronavirus: almeno due in Ticino, quattro in Argovia, quattro a Zurigo, uno a Zugo, uno a Basilea Città, uno a Vaud e uno in Vallese nonché uno nell'esercito.

Per quanto concerne quest'ultimo caso, si tratta di un uomo che è entrato in servizio ieri alla piazza d'armi di Wangen an der Aare (BE) per un corso di ripetizione del battaglione della polizia militare e ha riferito di essersi recato recentemente a Milano. Secondo quanto riferisce Ticinonews, il militare è un bellinzonese.

L'uomo è risultato positivo a un test effettuato dal laboratorio di Spiez (BE) specializzato nel contrasto di minacce atomiche, biologiche e chimiche (ABC) ed è stato isolato nell'infermeria della caserma, ha riferito oggi il portavoce dell'esercito Daniel Reist, Si è ancora in attesa della conferma del Centro nazionale di riferimento per le infezioni virali emergenti (CRIVE) di Ginevra.

Le condizioni del paziente sono stabili. Le tre persone con cui ha condiviso la stanza sono state messe in quarantena in infermeria. Per i restanti membri dell'esercito che erano stati in contatto con la persona infetta durante il giorno, il capo medico della caserma ha imposto un temporaneo isolamento notturno.

Ticino

Per quanto riguarda gli altri nuovi casi, in Ticino il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha annunciato che si sono aggiunte due donne. Una è un contatto stretto del secondo paziente di cui si è dato notizia ieri, l'altra è una donna residente nel Luganese che recentemente ha soggiornato nel Nord Italia. Complessivamente allo stato attuale i pazienti risultati positivi sono sei, ha indicato in serata il DSS senza fornire precisazioni.

Il DFF ha anche fatto sapere che che nel corso della giornata di oggi è iniziata la distribuzione di mascherine di protezione - in parte risalenti allo stock predisposto durante la pandemia del 2009 ma ancora perfettamente utilizzabili - per supplire alla carenza di materiale preventivo presso le strutture sanitarie e presso i medici di famiglia e i pediatri. Viene pure ricordato che i disinfettanti a base alcolica che dovessero aver superato la data di scadenza sono ancora perfettamente validi mentre gli altri tipi di disinfettanti, come acqua ossigenata, ipoclorito tipo amuchina o clorexidina, dopo la data di scadenza sono inefficaci.

Primo caso nella Svizzera centrale

Nel canton Argovia sono emersi quattro nuovi casi confermati, portando il totale a sei: si tratta di due uomini e due donne di età compresa tra i 30 e i 63 anni. Stando alla Cancelleria di Stato le loro condizioni di salute sono buone. Gli interessati si sono infettati in parte all'estero e in parte in Svizzera. Attualmente si trovano negli ospedali cantonali o vengono assistiti da questi ultimi.

Quattro nuovi casi di coronavirus vengono segnalati anche nel canton Zurigo (per un totale di 13): lo comunica il Dipartimento della sanità, secondo cui si tratta di due donne e due uomini tra i 22 e i 28 anni. Manca ancora la conferma del CRIVE. Tutti e quattro si sono infettati presso due persone malate già censite nel cantone e si trovano in ospedale.

Il nuovo caso a Vaud - il secondo confermato nel cantone - riguarda un uomo di 80 anni, è stato ricoverato al centro ospedaliero universitario (CHUV) di Losanna, hanno indicato lo stato maggiore di crisi e il medico cantonale in un comunicato. Era in contatto con una persona di origine italiana a casa sua.

Anche il Vallese registra il suo secondo caso; entrambi i contagiati sono membri della stessa famiglia e si trovano in camere d'isolamento in ospedale, le loro condizioni di salute sono considerate buone, hanno indicato le autorità cantonali senza fornire precisazioni.

A Zugo si tratta invece del primo caso: riguarda un 21enne che è stato posto in isolamento in un ospedale zurighese in quanto si trovava da diversi giorni nel cantone limitrofo; è in buone condizioni di salute, hanno comunicato le autorità cantonali di Zugo. L'uomo ha contratto il virus in occasione di un evento privato. Zugo è il primo cantone della Svizzera centrale a segnalare un caso comprovato.

Intanto si è appreso che il primo caso segnalato ieri dalle autorità neocastellane è un 22enne che due settimane fa si era recato a Milano e che ora si trova all'ospedale di Interlaken, stando a quanto comunicato oggi dalla Cancelleria di Stato del Canton Berna. Il giovane è in quarantena assieme alla sua compagna che aveva visitato nel fine settimana nell'Oberland bernese. Il 22enne frequentava la Scuola tecnica superiore di Bienne (BE); nei giorni scorsi tutti i suoi 22 compagni di classe e tre insegnanti erano stati posti in quarantena.

Questo mentre la prima persona ufficialmente infettata nel canton Ginevra è guarita e ha lasciato l'ospedale, ha indicato il Dipartimento della sicurezza, del lavoro e della sanità. Nel frattempo uno studente e soggiornante settimanale è stato ospedalizzato nel suo cantone di origine, Basilea Città, ha comunicato l'Università di Ginevra.

Complessivamente, secondo l'ultimo bilancio dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) i casi ufficialmente confermati dal CRIVE in Svizzera sono 37 in 12 cantoni. Ma non si tratta di tutti quelli positivi registrati dalle autorità cantonali. Peraltro anche il Principato del Liechtenstein ha il suo primo caso di coronavirus: si tratta di un giovane che è stato in contatto all'estero con una persona infettata. L'uomo si trova all'ospedale di Vaduz e i sintomi della malattia sono lievi.

Test rimborsato da domani

Intanto la Swiss Music Promoters Association (SMPA), associazione che riunisce 43 organizzatori di concerti, spettacoli e festival, critica il divieto di organizzare manifestazioni con oltre mille partecipanti e auspica che gli eventi con meno persone possano continuare ad essere autorizzate in tutto il paese senza condizioni "sproporzionate" e differenti da cantone a cantone. L'organizzazione chiede un indennizzo per le perdite subite attraverso un fondo per le crisi.

Questo mentre l'UFSP ha fatto sapere che da domani il test per la diagnosi del coronavirus - del costo di 180 franchi - sarà rimborsato dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

Si è poi appreso che il 9 marzo il consigliere federale Alain Berset non parteciperà alla conferenza della Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne in programma a New York. L'evento è stato ridotto al minimo. Berset avrebbe dovuto tenere un discorso.

Nel frattempo il Canton Nidvaldo ha vietato fino al 15 marzo tutte le manifestazioni che riuniscono più di 200 persone. Per gli eventi più piccoli gli organizzatori devono stilare una lista dei partecipanti al fine di garantire la tracciabilità in caso di infezioni. Nel canton Svitto le manifestazioni con un numero di partecipanti compreso tra 150 e 999 persone devono ormai essere autorizzati. E nel canton Friburgo la manifestazione prevista per domani dei dipendenti pubblici contro la revisione della cassa pensione è stata vietata.

Infine, rappresentanti del Governo retico e delle organizzazioni economiche grigionesi si sono riuniti oggi per discutere della situazione. Il direttore del Dipartimento dell'economia pubblica e socialità Marcus Caduff ha assicurato di voler sostenere nella misura del possibile il mondo economico, in particolare attraverso il lavoro ridotto.

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