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Coronavirus: Bolsonaro cambia toni, virus nostra più grande sfida

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro sembra aver cambiato idea in merito all'emergenza coronavirus KEYSTONE/AP/Andre Borges sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2020 - 12:35
(Keystone-ATS)

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha cambiato decisamente i toni sull'emergenza coronavirus e ha definito la pandemia "la più grande sfida per la nostra generazione".

In un breve discorso trasmesso martedì sera a reti unificate, il presidente brasiliano si è astenuto dal criticare le misure di isolamento sociale e ha ammesso che per affrontare la pandemia sono necessari "unione e collaborazione" da parte dei poteri dello Stato, per "salvare vite, senza perdere posti di lavoro".

"Il virus è una realtà, ancora non esiste un vaccino o una cura confermata scientificamente, anche se l'idroclorochina sembra essere abbastanza efficace", ha detto Bolsonaro nel suo discorso, durato poco meno di otto minuti, mentre nel suo intervento a reti unificate dello scorso 24 marzo aveva definito la malattia "una influenzetta".

"La mia preoccupazione è sempre stata quella di salvare vite: tanto quelle che perderemo a causa della pandemia come quelle che saranno colpite dalla disoccupazione, la violenza e la fame", ha sottolineato Bolsonaro citando le parole del direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanon Ghebreyesus, secondo il quale "molta gente deve lavorare tutti i giorni per guadagnarsi il pane quotidiano, e i governi devono tenere in conto questa popolazione".

"Non sto usando queste parole (di Ghebreyesus) per negare l'importanza delle misure di prevenzione e controllo della pandemia, bensì per mostrare che, allo stesso tempo, dobbiamo pensare alle persone più vulnerabili", ha precisato il presidente, quando una settimana fa aveva denunciato quello che ha chiamato l'"isterismo" delle autorità locali che avevano preso misure di "terra bruciata", promuovendo una "quarantena di massa".

In tono chiaramente conciliante, Bolsonaro ha menzionato il lavoro del suo ministro della Sanità, Luiz Henrique Mandetta - che avrebbe minacciato di licenziare sabato scorso, secondo le indiscrezioni raccolte dai media locali - e ha "riaffermato" l'"importanza della collaborazione e della necessaria unione di tutti in un grande patto per la protezione delle vite e dei posti di lavoro, con il Parlamento, il potere giudiziario, i governatori, i sindaci e tutta la società".

In questo modo, il presidente brasiliano ha cercato di attenuare le tensioni crescenti che si erano accumulate nell'ultima settimana, durante la quale i governatori di vari Stati - in primis, San Paolo e Rio de Janeiro - i sindaci delle grandi città, il Supremo Tribunale Federale (Stf) e i gruppi parlamentari hanno definito "irresponsabile" il suo atteggiamento sull'emergenza coronavirus, specialmente per quanto riguardava la sua opposizione all'isolamento sociale, innescando una crisi politica che è arrivata ad incrinare l'unità del suo stesso governo.

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