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Coronavirus: cresce la fiducia nell'esecutivo, sondaggio SSR

Secondo un sondaggio della SSR la fiducia dell'operato del Consiglio federale per la lotta alla Covid-19 è aumentata dal 61 al 67% sull'arco di due settimane. KEYSTONE/Ti-Press/Francesca Agosta sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 aprile 2020 - 19:26
(Keystone-ATS)

Nell'ambito della crisi da Covid-19 la fiducia della popolazione nella leadership politica del Paese è forte: cresce la maggioranza che sostiene l'esecutivo sulle restrizioni all'attività economica, ma per la prima volta c'è anche una sostanziale opposizione.

In base a un sondaggio della SSR (condotto dal centro di ricerca Sotomo lo scorso fine settimana su un campione di circa 30'000 persone), la percentuale della popolazione svizzera che ha dichiarato di avere grande o grandissima fiducia nella leadership politica è aumentata dal 61 al 67% sull'arco di due settimane.

Mentre il livello di fiducia è cambiato poco nella Svizzera tedesca, è cresciuto molto in quella latina. Contrariamente al sondaggio del 22 marzo, la maggioranza degli intervistati in Svizzera romanda e italiana dichiara ora di avere una grande o grandissima fiducia nella leadership politica.

Nel frattempo la situazione sanitaria è percepita come meno drammatica di due settimane fa: è infatti in calo la percentuale di chi ritiene che il Consiglio federale non si spinga abbastanza in là nelle misure di prevenzione e nel sostegno al sistema sanitario. L'urgenza percepita dalla popolazione sembra spostarsi verso l'economica e soprattutto l'ammortizzazione sociale.

Per la prima volta il sondaggio della SSR rivela infatti anche una decisa opposizione alle misure che limitano l'attività economica. Sebbene una grande maggioranza sostenga la linea dell'esecutivo, nella popolazione si sta diffondendo l'opinione che esso si stia spingendo troppo oltre nella chiusura di negozi e servizi. Nel giro di due settimane, il tasso di persone con questa idea è passato da un decimo a quasi un terzo. E, tendenzialmente, sono ancora gli anziani a privilegiare una linea meno rigida.

Le raccomandazioni delle autorità sembrano essere ascoltate. In particolare, le persone di oltre 65 anni dicono di uscire di casa molto meno spesso per andare a fare la spesa. Inoltre è sceso ulteriormente il tasso di persone che ha utilizzato più volte il treno o i mezzi pubblici di traffico locale, già a un livello molto basso. Più del solito, la popolazione attualmente si sposta a piedi. La percentuale di chi ha viaggiato con altri mezzi di trasporto è rimasta per lo più costante.

Secondo il sondaggio, anche l'indicazione di mantenere una certa distanza dalle altre persone ha raggiunto fasce sempre più ampie della popolazione. Nella settimana fino al 22 marzo, il 38% dichiarava di non aver avuto contatti stretti al di fuori delle mura domestiche. Nella settimana del 5 aprile la quota è salita al 47%. Ciò equivale a poco meno di un contatto ravvicinato a settimana, escludendo le persone che vivono sotto lo stesso tetto. Fra i giovani adulti c'è stato un netto cambiamento di comportamento: sono passati da otto contatti stretti fuori casa a cinque.

Riguardo all'eventuale obbligo di usare mascherine protettive quando si fanno gli acquisti si rileva una maggioranza favorevole solo nella Svizzera italiana. Per il resto del Paese il tasso di favori è del 40%.

Circa due terzi degli interpellati sarebbero poi disposti ad installare le applicazioni per la ricerca di contatti, che potrebbero svolgere un ruolo importante nello scoprire le vie di trasmissione del coronavirus e nell'isolare gli individui potenzialmente infetti.

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