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Coronavirus: Delhi in lockdown da domani fino al 31 marzo

Gli abitanti di un palazzo di Mumbai partecipano alla standing ovation collettiva per ringraziare chi lavora per contrastare il virus. Keystone/AP/RAFIQ MAQBOOL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 marzo 2020 - 15:57
(Keystone-ATS)

Mentre nel paese è in corso il più grande esercizio di coprifuoco del mondo, il cosiddetto Janta Curfew lanciato dal premier Narendra Modi tre giorni fa, l'India ha preso oggi altre severe decisioni per contenere il diffondersi del coronavirus.

Ciò sebbene i numeri del contagio per ora restano contenuti: 361 casi e 7 decessi.

Il governatore di Delhi ha annunciato poco fa, in una conferenza stampa, che da domani mattina all'alba fino alla mezzanotte del 31 marzo la capitale indiana - che conta circa 28 milioni di abitanti - sarà sottoposta a lockdown totale. Durante la chiusura tutti i trasporti, sia pubblici che privati, si fermeranno, ad eccezione di un quarto degli autobus pubblici che continueranno a funzionare per i lavoratori dei servizi essenziali.

Tutti gli uffici privati chiuderanno, e soltanto i negozi che vendono beni essenziali, farmacie, drogherie e alimentari saranno autorizzati a restare aperti. Nessun volo, neppure da altri Stati indiani, potrà raggiungere la capitale, mentre le frontiere verranno controllate dalla polizia.

Sempre oggi, mentre Modi ringraziava con un tweet il paese per la partecipazione alla giornata di coprifuoco e per la straordinaria adesione alla standing ovation collettiva, che alle 17.00 ha ringraziato chi lavora per contrastare il virus, il governo ha deciso di sottoporre a lockdown, fino a fine mese, i 75 distretti nei quali sono stati registrati casi di positività.

Con una decisione senza precedenti inoltre, le Ferrovie indiane, il più gigantesco apparato ferroviario al mondo, hanno annunciato il blocco di tutti i treni fino al 31 marzo, nel tentativo di fermare i milioni di lavoratori precari che dalle megalopoli stanno cercando di rientrare nei loro villaggi di origine, disseminando così la possibilità di contagio in tutto il subcontinente.

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