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Coronavirus: Denver, infermieri fermano le proteste antilockdown

A Denver le proteste contro il lockdown sono state fermate degli infermieri KEYSTONE/AP/David Zalubowski sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 aprile 2020 - 12:15
(Keystone-ATS)

Un gruppo di infermieri di Denver, in camice e mascherina, che si sono messi davanti ai Suv dei partecipanti al corteo in auto contro le misure di lockdown.

Ai dimostranti che, tutti senza mascherina, molti con cappelli e magliette della campagna di Donald Trump e bandiere stelle e strisce', suonavano il clacson ed urlavano di spostarsi, gli infermieri hanno risposto rimanendo immobili, con le braccia incrociate.

In uno dei video pubblicati sui social, si sente qualcuno, forse un passante che si è fermato solidarizzando con gli infermieri, che urla "35mila morti", riferendosi al numero delle vittime dell'epidemia di Covid-19 negli Stati Uniti.

Come sta succedendo da giorni in diversi stati americani, con la benedizione e l'incitamento di Donald Trump, a Denver centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione "Operation Gridlock", operazione ingorgo, con l'obiettivo di bloccare il traffico e far arrivare al governatore democratico Jared Polis il messaggio di revocare l'ordine di quarantena.

Ma all'altezza di uno degli ospedali della città, gli infermieri, che insieme a medici da settimane sono in prima linea contro il coronavirus che nello stato ha contagiato quasi 10mila persone con oltre 400 morti, sono scesi per la loro contro manifestazione.

"Non tutti gli eroi indossano il mantello", si legge in uno dei messaggi su Twitter sotto le foto degli infermieri di Denver che hanno subito iniziato a circolare sui social. "Gli infermieri, che stanno mettendo la loro vita in pericolo per salvare quella degli altri, si sono schierati per strada per manifestare contro l'egoismo e l'ignoranza della protesta di oggi", recita un altro post. Tra i dimostranti antilockwon, anche un cowboy a cavallo, con in spalla la bandiera americana.

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