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Coronavirus: donne reclamano più spazio in decisioni

Con l'avvicinarsi del 14 giugno, si intensificano le rivendicazioni femministe. KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 giugno 2020 - 11:55
(Keystone-ATS)

Le donne sono sottorappresentate nel processo decisionale legato al Covid-19. È la protesta di una ventina di organizzazioni femministe, che reclamano 10 posti nello Stato maggiore di crisi del Consiglio federale per la gestione della pandemia da coronavirus (SMCC).

In una lettera aperta indirizzata al governo, le associazioni si lamentano del fatto che le donne non vengono prese sul serio, né in quanto esperte né in quanto persone interessate. Invece "abbiamo notevoli competenze negli ambiti essenziali per uscire dalla crisi".

Delle 14 persone della piattaforma di scambio "Punto di contatto società civile", istituita dall'SMCC, solo due sono di sesso femminile. Stando ai collettivi "questo riflette una spartizione estremamente iniqua del potere e della rappresentanza politica".

Per le organizzazioni, in seno a questa piattaforma vi è urgente bisogno di una serie di professioni e ruoli tipicamente femminili. Fra queste sono citate ad esempio le infermiere, le ostetriche, le assistenti sociali, le donne delle pulizie, le impiegate nel commercio al dettaglio o semplicemente le madri.

Nella missiva viene inoltre ricordato che le donne svolgono oltre il 60% del lavoro in settori fondamentali in Svizzera come le cure o l'approvvigionamento. In generale, le autrici temono un aggravamento della disparità salariale fra generi a seguito dell'epidemia. Ritengono anche non sufficientemente presi in considerazioni ambiti che riguardano direttamente le donne come l'immigrazione, la presa a carico dei famigliari, la custodia dei bambini o l'istruzione a domicilio.

Parallelamente, a quasi un anno dallo sciopero delle donne del 14 giugno 2019, i sindacati chiamano a raccolta per una settimana viola, il colore simbolo delle manifestazioni di dodici mesi fa. In questi giorni si chiederà dunque la valorizzazione delle professioni femminili e stipendi più elevati.

Azioni saranno intraprese all'interno delle aziende, avranno luogo dibattiti online e saranno diffuse dichiarazioni di donne di diversi settori, indica l'Unione sindacale svizzera (USS) in un comunicato odierno. "Il coronavirus ha chiaramente evidenziato che il lavoro delle donne è indispensabile, ma nonostante ciò continua a essere sottovalutato e sottopagato". Secondo il sindacato, è vero che qualche successo è stato ottenuto, tuttavia i progressi in materia di pari opportunità sono troppo lenti.

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