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Coronavirus: esercito non sottrae medici indispensabili in ospedali

Mobilitazione dell'esercito svizzero per emergenza Coronavirus COVID-19 ad Ambrì (archivio) KEYSTONE/Alessandro Crinari sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 marzo 2020 - 11:46
(Keystone-ATS)

L'Esercito svizzero non sta sottraendo risorse indispensabili alla salute pubblica. I medici che sono necessari per garantire le cure urgenti a pazienti affetti da coronavirus non sono entrati in servizio, precisa il Dipartimento federale della difesa (DDPS).

Tali medici saranno, su richiesta, dispensati retroattivamente dal medico in capo dell'esercito. Quest'ultimo verificherà ogni domanda personalmente, si legge sulla pagina internet del DDPS dedicata al COVID-19.

I medici mobilitati vengono trattenuti in servizio solamente se ciò è assolutamente necessario per l'istruzione specifica all'impiego oppure per l'assistenza medica alla truppa. In caso contrario vengono esentati dal servizio.

Il Consiglio federale ha deciso lunedì di mettere a disposizione fino a 8'000 militari entro la fine di giugno al servizio degli ospedali, della logistica e della sicurezza. Una mobilitazione di questo tenore non si era mai vista dopo la Seconda Guerra mondiale.

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