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Coronavirus: FFS rinunciano a parte affitti commerci

Le FFS tendono la mano agli inquilini dei locali commerciali. KEYSTONE/MARCEL BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 19 maggio 2020 - 11:16
(Keystone-ATS)

Le FFS tendono la mano agli inquilini dei locali commerciali: chi è stato colpito dalle chiusure dovute al coronavirus non dovrà versare la pigione per il periodo del lockdown.

I principali beneficiari - spiegano le Ferrovie in una nota - sono i negozi e gli esercizi della ristorazione nelle stazioni. Gli esercizi che invece hanno potuto rimanere aperti pagheranno un affitto ridotto in funzione del calo del fatturato.

La misura interessa oltre 1200 contratti di locazione. A seconda della tipologia, questa fase comprende il periodo dal 17 marzo al 26 aprile, al 10 maggio o presumibilmente all'8 giugno 2020. Ai locatari di uffici e abitazioni non sono invece accordate riduzioni.

Lo scopo è quello di sostenere i commerci e contribuire alla loro liquidità e alla sicurezza necessaria per la pianificazione, onorando così le reciproche relazioni, alcune pluriennali, evidenziano le FFS.

Le FFS sono al fianco dei locatari anche nella fase di ripresa per quanto concerne il rispetto delle norme igieniche (ad esempio per la concezione e realizzazione di settori di attesa davanti ai negozi), così da permettere agli utenti dei trasporti pubblici di tornare a viaggiare in modo sicuro.

Altre grandi imprese, come ad esempio Migros, hanno fatto gesti simili. Si attende invece un segnale chiaro dalla Confederazione: le Camere federali non hanno trovato un accordo sul tema. Il Consiglio nazionale ha proposto che ristoratori e altri esercenti dovessero in principio pagare solo il 30% dell'affitto per il periodo di chiusura. Gli Stati hanno però valutato la misura eccessiva.

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