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Coronavirus: Giappone, Olimpiadi avanti come previsto

Gli anelli olimpici già campeggiano davanti alla metropoli di Tokyo. KEYSTONE/AP/Eugene Hoshiko sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 marzo 2020 - 10:29
(Keystone-ATS)

Il governo giapponese intende continuare i lavori di preparazione delle Olimpiadi di Tokyo, confermando la data di inizio prevista per questa estate.

Lo ha detto il capo di gabinetto nipponico Yoshihide Suga, rispondendo ad una domanda della stampa al termine della videoconferenza dei leader del G7, per coordinare gli sforzi a fronte della diffusione del coronavirus a livello globale.

Suga ha anche detto che nessuno dei leader del G7 ha sollevato la questione su un possibile rinvio dei giochi, e che il comitato organizzativo ha informato il governo di Tokyo sulla data di inizio del percorso della fiamma olimpica, la cui partenza è prevista il 26 marzo dalla prefettura di Fukushima.

Nell'ambito della seduta il premier Shinzo Abe ha riaffermato la volontà di procedere con la preparazione dei giochi secondo il calendario originale.

A supportare i commenti del premier anche le parole della ministra dello Sport, Seiko Hashimoto, che nel corso di una conferenza stampa ha ribadito che l'organizzazione delle olimpiadi avverrà con la regolare partecipazione del pubblico e la presenza degli spettatori: "Faremo del nostro meglio per rispettare il calendario originale degli eventi e convincere il Comitato olimpico internazionale sulla nostra capacità di ospitare i giochi".

Un'opinione condivisa anche dal ministro dell'istruzione Koichi Hagiuda, contrario ad una eventuale riduzione a livello organizzativo dell'evento: "Con la data di inizio - da tutti condivisa al 24 luglio, ognuno si impegnerà per risolvere la crisi sanitaria globale".

Separatamente, in un sondaggio di opinione pubblicato ieri dall'agenzia Kyodo sulla possibilità che Tokyo possa ospitare i giochi questa estate, il 69,9% dei cittadini giapponesi si è detto scettico.

Nella giornata di oggi è prevista una conference call tra il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) Thomas Bach e le federazioni sportive internazionali per fare il punto della situazione.

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