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Coronavirus: infettato solo il 7% dei vodesi

Un'affollata spiaggia di Losanna, eppure pochi vodesi hanno contratto il coronavirus e dispongono ora degli anticorpi. KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 giugno 2020 - 17:03
(Keystone-ATS)

Solo il 7% della popolazione vodese ha contratto il coronavirus, sviluppando le difese immunitarie. È quanto emerge dai risultati preliminari dello studio SérocoViD, condotto da Unisanté su mandato delle autorità cantonali.

La ricerca viene effettuata da inizio maggio e mira inoltre a capire come il Covid-19 si trasmetta fra le persone. Misurando il tasso di anticorpi nel sangue, si può stimare la percentuale di cittadini infettati.

Gli ultimi test realizzati dall'Ospedale universitario di Ginevra (HUG) hanno invece mostrato che il tasso, nel cantone di frontiera, si eleva al 10%, ricorda in un comunicato odierno Unisanté, il centro universitario di medicina generale e sanità pubblica. Siamo molto lontani dai valori che permetterebbero la cosiddetta immunità di gregge: bisogna raggiungere il 50-60% per limitare la propagazione del virus e l'80-90% per impedirla.

In media, i malati di coronavirus hanno infettato la metà del persone che vivono sotto lo stesso tetto. Raccomandati dall'inizio della pandemia, l'isolamento per l'interessato e la quarantena dei suoi contatti restano dunque indispensabili.

Se si considera l'entourage di un paziente, o meglio chiunque gli sia rimasto per almeno 15 minuti a meno di due metri di distanza, il tasso di contagio scende al 15%, un dato comunque considerato elevato dagli esperti.

Gli autori dello studio sottolineano che i risultati sono preliminari e incompleti, essendo basati su un campione relativamente ristretto di popolazione, ovvero circa un terzo degli 800-1000 cittadini che Unisanté spera di reclutare. Inoltre per ora non si possono conoscere le differenze fra bambini, adulti e anziani.

Tuttavia, secondo Unisanté qualche conclusione la si può già dedurre. Da questo primo bilancio emerge che la decisione delle autorità sanitarie di effettuare un'indagine sulla cerchia di ogni malato di Covid-19 è corretta e che le misure di protezione continuano a rimanere importanti. Il centro ricorda che la strategia di contenimento attuale implica, oltre al tracciamento della catena dei contagi, una diagnosi precoce. Chiunque presenti sintomi è dunque invitato a sottoporsi in tempi stretti a un tampone.

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